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Perché questo Paese è la meta più ambita e cool del 2026: è già boom di prenotazioni

Destinazione viaggio 2026Perché questo Paese è la meta più ambita e cool del 2026: è già boom di prenotazioni - escursionando.it

Questo Paese diventa la destinazione più richiesta dell’anno: nuovi voli, cultura pop e trattamenti beauty spingono migliaia di prenotazioni.

Dall’aeroporto di Milano Malpensa partiranno tre voli diretti a settimana verso Seul, a partire dal 31 marzo 2026, operati da Asiana Airlines. Una scelta strategica che riflette un dato concreto: la Corea del Sud è diventata una meta reale, non più solo digitale. Quello che fino a poco fa restava confinato su uno schermo oggi prende forma nelle agenzie di viaggio, nei piani di chi organizza una vacanza fuori rotta, nella lista di chi cerca un’esperienza da vivere e raccontare. A guidare questo interesse c’è una combinazione potente: serie TV distribuite in tutto il mondo, beauty routine strutturate e condivise sui social, luoghi facilmente riconoscibili, spesso già mappati su TikTok. La cultura pop non è più una porta d’accesso, ma una spinta diretta al turismo reale.

Voli diretti da Milano e tratte quasi quotidiane: la Corea entra nel circuito italiano

A collegare Milano e Seul sarà l’Airbus A350-900, configurato con 28 posti in business class e 283 in economy. L’aereo partirà da Seul alle 13:40 (ora locale) il martedì, giovedì e sabato, per atterrare a Malpensa alle 20:00. Da Milano si decolla alle 22:00, con arrivo nella capitale coreana alle 16:40 del giorno successivo. I tempi sono pensati per sfruttare al massimo il viaggio, senza soste, senza attese. A bordo, schermi individuali, contenuti in inglese e coreano, spazi maggiorati per le gambe. Nulla di lussuoso, ma tutto pensato per accompagnare un flusso che ormai cresce senza sosta.

Seul

Voli diretti da Milano e tratte quasi quotidiane: la Corea entra nel circuito italiano – escursionando.it

Già ora sono quattro i voli settimanali operati da Korean Air sulla stessa tratta. La somma fa quasi un collegamento al giorno. E non è un caso. Il ritorno del turismo asiatico è un dato concreto, non un auspicio. I numeri indicano una ripresa piena, guidata da viaggiatori under 40, spesso già informati, attratti da contenuti condivisi e pronti a trasformarli in tappe reali.

La Corea ha lavorato per questo. Ha semplificato l’ingresso, ha puntato su eventi globali, ha investito nella promozione visiva. Non bastano i paesaggi: servono immagini riconoscibili, esperienze strutturate, itinerari già pronti. I K-drama funzionano anche per questo. Mostrano luoghi, abitudini, estetiche precise. Chi li guarda sa già dove vuole andare. E le compagnie aeree lo sanno.

I voli diretti non servono solo a ridurre le ore in viaggio. Fanno la differenza tra una meta sognata e una raggiungibile. Per questo oggi Seul entra davvero nella mappa del turismo italiano. Un viaggio che parte dalla serie vista in streaming, passa per l’acquisto di una crema su Instagram e finisce tra le strade di Itaewon o nelle boutique di Myeongdong.

Location da fiction e trattamenti beauty: perché il turismo coreano funziona (sul serio)

Chi prenota un biglietto per la Corea del Sud nel 2026 non lo fa alla cieca. Arriva con una lista mentale — a volte scritta — di luoghi da vedere, foto da scattare, prodotti da provare. Il viaggio parte da una scena, ma diventa subito reale. L’isola di Jeju, per esempio, è diventata una meta di culto dopo l’uscita della serie When Life Gives You Tangerines. Le scogliere, i mandarini, i mercatini locali: tutto è lì, identico, pronto ad accogliere chi ha già visto e ora vuole toccare.

C’è poi la Zona Demilitarizzata, protagonista silenziosa di Crash Landing on You, che da frontiera simbolica è diventata tappa turistica. I tour organizzati mostrano i tunnel, le torri d’osservazione, i passaggi al confine. Un luogo che, da storico, è diventato narrativo, e quindi accessibile.

Poi c’è Seul. Ogni quartiere può essere un set. Itaewon per chi ha visto Itaewon Class, la stazione di Daejeon per chi ricorda Squid Game, i vicoli di Bukchon per chi ama le case hanok. La città è già conosciuta prima ancora di arrivare. E questo orienta le scelte, accorcia i tempi, moltiplica le condivisioni.

Accanto ai luoghi, c’è l’altro grande motore: la K-beauty. Le routine coreane non sono più un mistero. Vengono replicate, spiegate, testate online. Ma il vero salto avviene in loco. Le catene come Olive Young offrono prodotti non ancora esportati in Europa, test su misura, consigli in tempo reale. I turisti non comprano solo cosmetici: entrano in un rituale sociale, fatto di texture leggere, pack curati e principi attivi concreti.

E poi ci sono le cliniche. La Corea è diventata un polo per il turismo estetico. Laser, trattamenti anti-age, radiofrequenze, tutto in giornata, con medici preparati e prezzi competitivi. È una parte sempre più integrata del viaggio. Chi va a Seul per vedere i set di un drama, spesso prenota anche un trattamento. La bellezza, qui, non è promessa: è pratica, è disponibile, è visibile. Il turismo coreano funziona perché unisce cose che già conosciamo a esperienze che vogliamo provare. E nel 2026, con i voli diretti e un’offerta strutturata, quel viaggio è più vicino che mai.

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