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Pensionati in fuga dall’Europa: i Paesi dove si vive meglio spendendo pochissimo

Pensionati in fugaPensionati in fuga dall’Europa: i Paesi dove si vive meglio spendendo pochissimo - escursionando.it

Sempre più pensionati italiani si trasferiscono all’estero: ecco i Paesi più convenienti tra Asia, America e Europa.

Sempre più pensionati italiani decidono di trasferire la residenza fuori dai confini nazionali, spesso oltre l’Europa, alla ricerca di una vita meno costosa, servizi sanitari adeguati e un clima più mite. Non è una fuga improvvisata, ma una scelta ponderata che nasce da valutazioni economiche precise, dal confronto tra sistemi sanitari e dalla necessità di mantenere un buon equilibrio tra reddito pensionistico e spese quotidiane. Nel 2026 il fenomeno appare ormai strutturale, sostenuto anche dal fatto che l’INPS continua a erogare la pensione a chi risiede stabilmente all’estero.

A orientare le decisioni contribuiscono studi internazionali e classifiche comparative, che analizzano parametri concreti come costo della vita, accesso alle cure, infrastrutture, stabilità politica e facilità burocratica. In alcuni Paesi i governi hanno persino creato programmi dedicati ai pensionati stranieri, mentre in altri il vantaggio nasce da condizioni già favorevoli per la popolazione locale. Il risultato è una mappa sempre più definita delle destinazioni considerate adatte a chi entra nella fase post-lavorativa.

Asia e America centrale: dove la pensione basta davvero per vivere bene

Guardando fuori dall’Europa, nella parte bassa della classifica delle destinazioni più convenienti compare la Malesia. Il Paese del Sud-est asiatico viene apprezzato per città moderne e ben organizzate come George Town, Pulau Tikus e Tanjong Tokong, aree urbane dotate di strutture sanitarie efficienti, spesso private ma di buon livello. Gli affitti restano contenuti, anche per abitazioni di standard elevato, con canoni che raramente superano i 735 euro mensili. È possibile anche acquistare un immobile, a condizione di un investimento minimo intorno ai 210 mila euro, soglia pensata per attrarre residenti stranieri con capacità economica stabile.

Pensionati in fuga

Thailandia, meta storica dei pensionati occidentali – escursionando.it

Subito sopra si colloca la Thailandia, meta storica dei pensionati occidentali. Qui il costo della vita consente di mantenere uno stile di vita dignitoso con meno di 1.200 dollari al mese, anche nelle grandi città. Nelle zone turistiche o più esclusive la spesa può salire fino a 4.000 dollari, ma resta comunque inferiore agli standard europei. Il sistema sanitario è in gran parte privato, ma i costi delle cure risultano accessibili e la qualità è spesso elevata, soprattutto nelle strutture delle grandi aree urbane.

Salendo nella graduatoria compare il Messico, che unisce basso costo quotidiano e ampia disponibilità di servizi. Con circa 1.200 dollari mensili è possibile sostenere una vita di livello medio, mentre con 3.000 dollari si accede a soluzioni più confortevoli. La sanità pubblica è generalmente rapida, anche se non sempre sufficiente, motivo per cui molti pensionati scelgono assicurazioni private o cliniche a pagamento, che restano comunque più economiche rispetto a quelle europee o statunitensi.

Panama, Costa Rica e Grecia: programmi dedicati e sicurezza sanitaria

Sul podio delle destinazioni più apprezzate compare la Costa Rica, Paese dell’America Centrale noto per stabilità politica, clima favorevole e attenzione alla qualità della vita. Il costo della vita rimane contenuto e il governo ha definito percorsi chiari per ottenere la residenza, anche se i tempi possono arrivare a 18 mesi. Esistono tre principali modalità: il programma Pensionado, riservato a chi percepisce almeno 1.000 dollari di pensione mensile; il Rentista, che richiede un deposito di 60.000 dollari e un trasferimento mensile di 2.500 dollari per due anni; e l’Inversionista, basato su un investimento immobiliare minimo di 150.000 dollari.

Al secondo posto si colloca Panama, considerata una delle mete più strutturate per l’accoglienza dei pensionati stranieri. Chi acquista un immobile gode degli stessi diritti di proprietà dei cittadini locali, il sistema fiscale è leggero e il costo della vita competitivo. Il Paese ha introdotto un Programma Pensionado che prevede vantaggi concreti, come sconti del 25% sulle bollette elettriche e riduzioni del 20% sulle prestazioni mediche, elementi che incidono in modo diretto sul bilancio mensile.

In vetta alla classifica, a sorpresa, non si trova un Paese extraeuropeo ma la Grecia. Pur avendo un costo della vita più alto rispetto a molte realtà centroamericane, resta una destinazione conveniente, soprattutto lontano dalle aree turistiche più battute. Il fattore decisivo è la sanità: per i cittadini italiani l’accesso alle cure resta garantito grazie all’appartenenza all’Unione Europea, un aspetto che riduce in modo significativo incertezze e costi aggiuntivi. Questo rende il trasferimento più semplice, già, e meno rischioso sotto il profilo sanitario e amministrativo.

Il quadro che emerge mostra un fenomeno destinato a crescere. Le pensioni italiane, spesso insufficienti a sostenere il costo della vita nelle grandi città, trovano all’estero un potere d’acquisto maggiore. Non si tratta solo di risparmio, ma di qualità della vita, sicurezza e accesso alle cure. Ogni Paese presenta vantaggi e limiti che vanno valutati con attenzione, considerando reddito, sanità e stabilità normativa. La pensione, per molti, diventa così una nuova fase attiva, non una rinuncia.

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