Di quanto aumenteranno le pensioni di invalidità quest’anno? Come sono cambiate negli ultimi mesi e cosa aspettarsi.
Al 31 dicembre 2024, l’Italia conta 4.313.351 pensioni di invalidità, segnando un incremento di oltre 82.000 unità rispetto al 2020.
Questo dato riflette una trasformazione significativa nel panorama delle prestazioni, caratterizzato dal calo delle pensioni previdenziali e dall’aumento di quelle civili, che oggi rappresentano quasi l’80% del totale. Tale evoluzione solleva interrogativi sulle dinamiche sociali ed economiche che influenzano la domanda di queste prestazioni.
L’incremento delle pensioni di invalidità e l’impatto della fine del Reddito di cittadinanza
Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, tra il 2020 e il 2024 le pensioni di invalidità previdenziali sono diminuite del 14,5%, mentre le pensioni di invalidità civili sono cresciute del 7,4%, con un’accelerazione particolarmente marcata tra il 2022 e il 2024. Questo periodo coincide con la graduale abolizione del Reddito di cittadinanza, una misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, che ha cessato di essere erogata nel corso del 2023 sotto il Governo Meloni.
Le pensioni di invalidità civile sono destinate a tutelare soggetti con menomazioni fisiche o psichiche certificate, mentre il Reddito di cittadinanza era uno strumento di contrasto alla povertà e di inclusione lavorativa. L’interruzione di quest’ultimo ha lasciato scoperte diverse fasce sociali fragili, caratterizzate da bassa occupabilità e difficoltà strutturali nell’accesso al mercato del lavoro. Al suo posto sono state introdotte due nuove misure: l’Assegno di inclusione (Adi) e il Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl), entrambe con requisiti e controlli più stringenti.
In questo scenario, l’aumento delle pensioni di invalidità civile potrebbe rappresentare per molte famiglie l’unico sostegno economico stabile, anche se è difficile dimostrare una correlazione diretta dati i limiti delle informazioni disponibili e la complessità dei diritti coinvolti. Tuttavia, il sospetto che la fine del Reddito di cittadinanza abbia spostato parte della domanda verso l’invalidità civile resta un tema centrale, soprattutto in alcune regioni del Paese.
L’analisi territoriale evidenzia che tra le città con il maggior numero di pensioni di invalidità previdenziali e civili per 100 abitanti spiccano diverse località del Mezzogiorno, con Reggio Calabria in testa (14,99), seguita da Lecce (14,24) e Crotone (13,88). Al contrario, le città con il minor numero di queste prestazioni per abitante sono in prevalenza localizzate al Nord, come Prato (3,89), Firenze (4,12) e Milano (4,54).

I numeri del 2026 delle pensioni di invalidità – Escursionando.it
Dal 2020 al 2024, il Mezzogiorno ha registrato l’incremento più significativo di pensioni di invalidità civile (+8,4%), pari a quasi 125.000 prestazioni in più. Nonostante la popolazione del Sud (19,7 milioni) sia inferiore a quella del Nord (26,3 milioni), il Mezzogiorno conta circa 500.000 invalidi civili in più. Questa disparità riflette le condizioni socioeconomiche più fragili del Sud, caratterizzate da tassi di disoccupazione elevati, lavoro nero diffuso e minori opportunità di inclusione lavorativa.
A livello regionale, la Calabria si distingue con la più alta incidenza di pensioni di invalidità sul totale della popolazione (13,2%), seguita da Puglia (11,6%), Umbria (11,3%) e Sardegna (10,7%). Le regioni con le incidenze più basse sono Lombardia, Veneto e Piemonte, tutte ferme al 5,1%. Nel 2024, la spesa complessiva per le pensioni di invalidità ha raggiunto 34 miliardi di euro, di cui 21 miliardi destinati alle pensioni civili. Quasi la metà di questa somma (46,6%) è assorbita dal Mezzogiorno. La Campania si conferma la regione con il maggiore esborso annuo (2,73 miliardi di euro), seguita da Lombardia (2,67 miliardi) e Lazio (2,38 miliardi).
L’importo medio mensile nazionale per queste prestazioni si attesta intorno ai 501 euro, una cifra relativamente uniforme su tutto il territorio italiano. Questo dato evidenzia l’equilibrio nei livelli di sostegno economico, nonostante le forti disparità regionali nella distribuzione delle pensioni di invalidità. Il quadro delineato dai dati più recenti mette in luce le sfide sociali ed economiche che l’Italia deve affrontare nel garantire protezione e inclusione ai soggetti più vulnerabili, specialmente in un contesto caratterizzato da riforme importanti come la cancellazione del Reddito di cittadinanza e la conseguente evoluzione del sistema di welfare.
Pensioni d'invalidità, come cambiano nel 2026 - Escursionando.it 






