News

I giocattoli low cost possono nascondere minacce invisibili: cosa rischiano i tuoi bambini

GiocattoliI giocattoli low cost possono nascondere minacce invisibili: cosa rischiano i tuoi bambini - escursionando.it

Una ricerca europea accusa: molti giocattoli cinesi venduti in Italia sono pericolosi e non conformi a quanto dichiarato in etichetta.

Un numero crescente di giocattoli venduti nei negozi italiani, specialmente durante il periodo natalizio, arriva dalla Cina. Ma dietro il prezzo basso e l’apparente varietà si nasconde un problema serio. Secondo i dati raccolti dalla Toy Industries of Europe nel 2025, oltre l’80% di questi prodotti non garantisce la sicurezza dei bambini. E nel 96% dei casi non rispetta nemmeno le indicazioni riportate in etichetta. La ricerca, condotta su scala continentale, ha incluso anche il mercato italiano, dove il volume di acquisti di prodotti non certificati è in crescita costante. I rischi emersi sono concreti e riguardano il soffocamento, le ustioni, la tossicità dei materiali e persino il rischio di scosse elettriche.

Etichette false e materiali pericolosi: cosa svela l’indagine

I numeri pubblicati da TIE, l’associazione che rappresenta i produttori di giocattoli in Europa, sono più che allarmanti. Il 96% dei giocattoli cinesi venduti in Europa non è conforme a quanto scritto sulle etichette. Questo significa che le informazioni sulla composizione, sull’età consigliata, e persino sulla provenienza dei materiali, sono spesso false o ingannevoli. Ma il problema più serio è che nell’86% dei casi i prodotti presentano rischi gravi per la salute dei bambini.

Giocattoli

Etichette false e materiali pericolosi: cosa svela l’indagine – escursionando.it

La maggior parte di questi giocattoli contiene parti piccole che possono staccarsi facilmente e causare soffocamento nei più piccoli. In altri casi sono realizzati con materiali economici che possono contenere piombo, ftalati o formaldeide, tutte sostanze vietate o rigidamente controllate secondo la normativa europea. Alcuni dispositivi elettronici analizzati mostravano componenti elettrici mal assemblati, esposti al rischio di corto circuito o surriscaldamento. In altri casi, si trattava di giocattoli con spigoli taglienti, materiali fragili, o meccanismi che potevano rompersi facilmente, trasformandosi in veri e propri pericoli per i più piccoli.

Il fatto che questi prodotti siano così presenti sul mercato europeo e italiano, nonostante normative severe, solleva interrogativi su controlli e dogane, ma anche su una certa disattenzione da parte di consumatori e rivenditori. In alcuni casi, i giocattoli sono acquistati online da venditori che eludono completamente i controlli, altri arrivano tramite canali paralleli e vengono venduti anche in negozi fisici non specializzati.

Come evitare i rischi: l’unico vero filtro è l’attenzione al momento dell’acquisto

La soluzione più efficace per proteggere i bambini da questi pericoli è, paradossalmente, la più semplice: non acquistare giocattoli di provenienza dubbia. I prodotti non certificati o venduti a prezzi anormalmente bassi dovrebbero già sollevare un campanello d’allarme. Spesso non riportano nemmeno il marchio CE (Conformità Europea), oppure lo espongono in forma contraffatta. La provenienza, anche quando non è esplicitata, può essere intuita dalla qualità dei materiali, dal tipo di imballaggio, o dal linguaggio utilizzato nelle etichette.

Un altro indizio da non sottovalutare è l’assenza di un distributore italiano o europeo chiaramente indicato sulla confezione. In mancanza di un responsabile registrato, il prodotto potrebbe non rispettare le norme dell’Unione e non offrire alcuna garanzia reale. Anche quando il giocattolo viene venduto in Italia, la catena di importazione può restare opaca, e in caso di problemi, è difficile rivalersi.

Secondo TIE, oggi è fondamentale informare i genitori e rendere visibili queste criticità con campagne mirate, soprattutto nel periodo natalizio, quando gli acquisti aumentano. Il danno economico di un giocattolo che si rompe dopo due giorni è già un problema, ma il danno potenziale sulla salute può essere ben più grave. Non a caso, alcuni pediatri e associazioni di tutela del consumatore stanno spingendo per controlli più rigidi nei porti e nelle piattaforme di e-commerce. L’obiettivo è impedire che prodotti non certificati entrino nel circuito distributivo europeo, ma anche aumentare la consapevolezza tra i compratori.

Nel frattempo, l’unica vera barriera resta la scelta del singolo: acquistare con attenzione, leggere bene ogni etichetta, evitare ciò che sembra troppo bello — o troppo economico — per essere vero.

Change privacy settings
×