L’Assegno unico universale per i figli subisce importanti aggiornamenti che incidono direttamente sul sostegno economico alle famiglie italiane.
Secondo il decreto sulla perequazione delle pensioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 28 novembre, la rivalutazione dell’Assegno unico universale per il 2026 è fissata all’1,4%, un incremento rilevante rispetto allo 0,8% del 2025.
Questo aumento determina due effetti fondamentali: innanzitutto, si registra un incremento degli importi mensili dell’assegno; in secondo luogo, le fasce ISEE si ampliano, permettendo a un maggior numero di famiglie di accedere a somme più elevate.
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Nel dettaglio, la prima fascia di reddito ISEE passa da 17.227,33 euro a 17.468,51 euro, consentendo a numerose famiglie di collocarsi in una categoria più vantaggiosa senza modifiche sostanziali al proprio reddito. Inoltre, il limite oltre il quale si percepisce soltanto l’importo minimo viene innalzato da 45.939,56 euro a 46.582,71 euro, permettendo a chi si trovava appena sopra la soglia di beneficiare di un assegno più consistente.

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Gli importi massimi per figlio aumentano da circa 201 euro a 203,8 euro al mese, mentre quelli minimi passano da 57,5 euro a 58,3 euro mensili. Sebbene si tratti di incrementi contenuti, diventano particolarmente significativi per le famiglie numerose o per chi ha diritto alle maggiorazioni previste.
Le maggiorazioni “fisse”, che spettano indipendentemente dalla fascia ISEE, vedono un aumento automatico. Tra queste, rientrano le maggiorazioni per i figli con disabilità, per quelli non autosufficienti sotto i 21 anni e per le madri giovani (under 21). Le maggiorazioni legate al numero di figli successivi al secondo e il bonus destinato al secondo percettore di reddito sono invece ancorate al valore ISEE, e anche in questo caso la rivalutazione determina incrementi, soprattutto per le famiglie con redditi più bassi.
L’INPS ha definito un calendario preciso per l’erogazione dell’Assegno unico nel 2026: i pagamenti saranno effettuati nella seconda metà di ogni mese, da gennaio fino a metà dicembre. La prima rata viene corrisposta nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda, mentre eventuali conguagli, sia a credito che a debito, vengono saldati con la rata ordinaria.
Rimane tuttavia cruciale il rinnovo tempestivo dell’ISEE: l’attestazione in corso scade il 31 dicembre 2025 e la nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) deve essere presentata entro i termini stabiliti per consentire all’INPS di aggiornare correttamente l’importo spettante. In caso contrario, l’assegno verrà erogato al minimo, con il rischio concreto di perdere mesi di pagamenti più elevati.
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