Nuove misure di sostegno per famiglie, madri lavoratrici e pensionati: dalla Legge di Bilancio 2026 bonus mirati, criteri ISEE più stringenti e domande online semplificate.
Con l’avvio del nuovo anno, il sistema di welfare italiano si trova al centro di una serie di novità importanti, frutto della recente approvazione della Legge di Bilancio 2026 e delle disposizioni INPS aggiornate.
Tra le misure più attese spiccano i bonus per la famiglia e le madri lavoratrici, il sostegno ai genitori separati in difficoltà e diverse agevolazioni per le fasce di reddito più fragili. Le modifiche introdotte puntano a un sistema più selettivo e progressivo, basato su criteri ISEE più rigorosi e su modalità di accesso maggiormente telematiche.
Bonus mamme 2026: contributo diretto e proroga per le domande
La principale novità riguarda il bonus mamme, che nel 2026 assume una nuova veste giuridica e modalità di erogazione. Non più uno sconto contributivo in busta paga, ma un contributo economico diretto erogato dall’INPS, con un importo elevato a 60 euro mensili (per un totale di 720 euro annui) completamente esentasse. Questa misura si rivolge alle madri lavoratrici, sia dipendenti che autonome, con almeno due figli a carico, e prevede condizioni di accesso più stringenti rispetto agli anni precedenti, con un tetto ISEE fissato a 40.000 euro.

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L’erogazione del bonus spetta fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo, mentre per le famiglie con tre o più figli la copertura si estende fino alla maggiore età del minore. La domanda per ottenere il pagamento nel corso del 2026 può essere inoltrata entro il 31 gennaio per chi possiede già i requisiti, o entro 30 giorni dalla nascita del secondo figlio per chi li matura successivamente.
A conferma dell’importanza della misura, l’INPS ha annunciato il completamento del pagamento di oltre 580 mila bonus, per un totale di circa 242 milioni di euro, a fronte di circa 675 mila domande presentate nel 2025. È stata inoltre concessa una proroga fino al 31 gennaio 2026 per la presentazione delle domande, una novità che ha agevolato soprattutto le lavoratrici con figli nati a fine dicembre 2025.
Nel quadro più ampio della manovra, assume rilevanza il fondo stanziato per il sostegno ai genitori separati o divorziati in stato di bisogno. Questa misura mira ad alleviare le difficoltà economiche di chi, dopo la rottura del nucleo familiare, fatica ad affrontare le spese abitative. Il contributo può arrivare fino a 800 euro mensili per un massimo di dodici mensilità e richiede la presenza di figli minori o maggiorenni con disabilità grave. Le soglie reddituali, da definire con i decreti attuativi attesi per la primavera 2026, saranno molto rigorose per garantire un’efficace selezione.
Sul fronte dell’istruzione, per il 2026 è previsto l’introduzione di un voucher per le scuole paritarie, fino a 1.500 euro per studente, destinato alle famiglie con ISEE inferiore a 30.000 euro, limitato alle scuole medie e al primo biennio delle superiori.
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