I nuovi controlli dell’Agenzia delle Entrata non lascia più spazio ai furbetti dell’IVA: come avvengono e cosa fare in caso di notifica.
Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni contenute nella Legge di Bilancio, l’Agenzia delle Entrate ha potenziato gli strumenti di controllo sull’IVA grazie a un sistema automatizzato che incrocia in tempo reale i dati delle fatture elettroniche e degli scontrini digitali.
Questa innovazione segna un punto di svolta nella lotta contro l’evasione fiscale, eliminando le verifiche manuali e dando vita a verifiche immediate e rigorose.
Digitalizzazione e controllo automatico: la nuova frontiera del Fisco
L’introduzione dell’articolo 54-bis.1 del D.P.R. 633/1972 conferisce all’Agenzia delle Entrate il potere di procedere a una liquidazione automatica dell’IVA nel caso in cui un contribuente non presenti la dichiarazione. Il sistema utilizza un software avanzato che analizza simultaneamente i dati già in possesso dell’amministrazione finanziaria, confrontando le fatture elettroniche emesse con i corrispettivi telematici registrati tramite scontrini digitali.
Il calcolo dell’imposta dovuta viene così effettuato automaticamente, sottraendo l’IVA sugli acquisti da quella sulle vendite, senza alcun intervento diretto del contribuente. Questa metodologia rappresenta una rivoluzione, poiché sposta l’onere della prova sul contribuente stesso, il quale dovrà dimostrare eventuali errori nel calcolo effettuato dal sistema fiscale.
In passato, molti professionisti e piccole imprese adottavano la pratica di inviare dichiarazioni IVA incomplete o vuote per procrastinare l’adempimento, confidando nella possibilità di integrazione successiva. La nuova normativa equipara esplicitamente queste dichiarazioni incomplete a quelle omesse, bloccando ogni tentativo di elusione basato su lacune formali. Di conseguenza, il sistema automatizzato attiva immediatamente la procedura di recupero dell’imposta dovuta, senza alcuna possibilità di interpretazioni ambigue. Ogni operazione commerciale, infatti, lascia una traccia digitale che viene verificata costantemente.
Le sanzioni previste sono particolarmente severe: fino al 120% dell’imposta non versata, con una multa minima di 250 euro. Per esempio, un’IVA non dichiarata di 5.000 euro si traduce in una sanzione di 6.000 euro, portando il debito totale a 11.000 euro. Tuttavia, esiste una possibilità di attenuazione: il contribuente può regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni dalla notifica dell’accertamento, beneficiando di una riduzione della sanzione a un terzo dell’importo originario. Questa agevolazione, però, non consente di utilizzare crediti d’imposta per compensare il debito, imponendo un pagamento immediato e diretto.

I nuovi controlli sull’IVA dell’Agenzia delle Entrate: come funzionano – Escursionando.it
In caso di contestazioni, il contribuente dispone di due mesi per presentare una memoria difensiva e documentazione a supporto della propria posizione. Se tali contestazioni non vengono presentate o sono ritenute infondate dall’Agenzia delle Entrate, l’accertamento diventa definitivo e non più impugnabile. Il sistema automatizzato può essere attivato fino al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione sarebbe dovuta essere presentata, secondo quanto previsto dall’articolo 57 del D.P.R. 633/1972.
Questo prolunga la memoria digitale del Fisco, che conserva e incrocia tutti i dati fiscali su un arco temporale di sette anni. Ogni fattura elettronica, ogni scontrino telematico e ogni movimento finanziario rimane registrato negli archivi digitali dell’amministrazione finanziaria, creando un meccanismo di controllo permanente e infallibile. La trasparenza forzata imposta dalla digitalizzazione obbligatoria impedisce di operare nell’ombra, rendendo ogni operazione economica visibile e verificabile.
Per professionisti e imprese, questo rappresenta un cambiamento radicale nel modo di gestire gli adempimenti fiscali, dove il margine di errore si riduce ormai a zero. L’adeguamento alle nuove procedure di controllo diventa imprescindibile per evitare pesanti sanzioni e accertamenti automatici dall’esito spesso inesorabile.
Fisco, scattano i nuovi controlli contro i furbetti dell'IVA - Escursionando.it 






