Un borgo sorprendente sospeso tra Italia, Austria e Slovenia dove natura, spiritualità e storia convivono
Monte Lussari è un piccolo borgo montano nel cuore delle Alpi Giulie, noto per il suo santuario mariano e per la posizione al confine con tre nazioni. Oggi è meta di pellegrinaggi, turismo naturalistico e sportivo, in estate come in inverno.
Situato a 1790 metri d’altitudine, Monte Lussari si raggiunge solo a piedi o in cabinovia. Il borgo si trova nel comune di Tarvisio, in provincia di Udine, nel punto esatto dove si incrociano le culture italiana, austriaca e slovena. Qui, ogni stagione disegna un volto diverso: l’inverno porta la neve e le piste da sci, l’estate apre i sentieri per i camminatori e i pellegrini. Ma a dominare tutto, ogni mese dell’anno, resta il Santuario della Madonna del Lussari, che attira fedeli da tutta Europa. Secondo la leggenda, una statuetta della Vergine fu ritrovata da un pastore nel Trecento, nel punto esatto in cui oggi sorge la chiesa. Da quel momento, il luogo è diventato simbolo di pace e unione tra popoli. Non a caso, le messe si celebrano ancora in tre lingue. Anche l’architettura del borgo conserva l’impronta delle culture di confine, con case in legno dallo stile carinziano che sembrano uscite da un presepe. Gli spazi sono piccoli, raccolti, eppure il panorama si apre su vallate immense, dove lo sguardo corre verso l’Austria e la Slovenia. Il silenzio, rotto solo dai passi sulla neve o dal rintocco delle campane, è parte dell’esperienza.
Un crocevia di confini, culture e pellegrinaggi al centro delle Alpi Giulie
Monte Lussari si trova nel cuore della Valcanale, una valle glaciale attraversata nei secoli da eserciti, pellegrini, commercianti. Qui passavano i Celti, poi i Romani, più tardi i Longobardi. Ma è soprattutto nel tardo Medioevo che il luogo acquisisce un significato spirituale. La tradizione racconta che intorno al 1360, un pastore vide i suoi animali inginocchiarsi in cima al monte. Scavando trovò una statuetta lignea della Madonna col Bambino. L’evento fu interpretato come un segno divino e portò alla costruzione di una cappella, più volte ampliata nei secoli. L’attuale chiesa, in stile alpino, risale in gran parte al Settecento, con modifiche successive dopo i danni della Prima guerra mondiale. Oggi, il Santuario di Monte Lussari è uno dei principali luoghi di culto mariano del nord-est, frequentato da italiani, sloveni, austriaci.

Un crocevia di confini, culture e pellegrinaggi al centro delle Alpi Giulie – escursionando.it
Durante le principali festività religiose, il borgo si riempie di pellegrini che arrivano a piedi lungo il Sentiero del Pellegrino, un tracciato che parte da Camporosso e sale per oltre 800 metri di dislivello tra i boschi. È uno dei momenti in cui Monte Lussari mostra tutta la sua vocazione di luogo condiviso, dove lingue, tradizioni e riti si incontrano.
Il legame con i Paesi confinanti si percepisce anche nelle insegne bilingue, nei menù dei ristoranti che propongono piatti di tradizione carinziana o friulana, nella convivenza tra stili architettonici e materiali locali. In inverno, il borgo si trasforma in una tappa amata dagli sciatori che percorrono la pista Di Prampero, lunga oltre 4 chilometri, tra le più panoramiche delle Alpi. Ma anche in quei giorni affollati, la dimensione spirituale del luogo non scompare. Al tramonto, quando il cielo si tinge di rosa e le luci del santuario si accendono, Monte Lussari torna ad essere un villaggio quasi immobile, sospeso nel tempo, a metà tra silenzio e cielo.
Tra boschi, funivie e piste innevate: come arrivare a Monte Lussari oggi
Raggiungere Monte Lussari richiede un piccolo sforzo, ma è proprio questa sua posizione isolata a renderlo speciale. Il punto di partenza più comodo è Camporosso, una frazione di Tarvisio, facilmente raggiungibile in auto da Udine o da Villach. Da lì, in pochi minuti si può salire al borgo tramite la telecabina del Lussari, una funivia moderna che copre il dislivello in circa 15 minuti, offrendo durante la risalita una vista completa sulla valle sottostante e sulle cime innevate. Il costo del biglietto varia a seconda della stagione, ma resta accessibile anche per le famiglie.
Chi preferisce una salita più lenta, può scegliere di percorrere il Sentiero del Pellegrino, una mulattiera che parte sempre da Camporosso e risale il monte tra abeti e larici. Il percorso è lungo poco più di 7 chilometri, ma il dislivello è impegnativo. Serve almeno un’ora e mezza, scarpe adatte e abitudine al cammino. In estate è frequentato da escursionisti e fedeli, in inverno richiede attrezzatura da neve. Una volta arrivati, ci si trova in un villaggio senza auto, interamente pedonale, dove ci si muove tra la chiesa, i rifugi, le baite in legno e i piccoli ristoranti che servono zuppe calde, goulash, formaggi di malga e strudel.
Durante l’inverno, Monte Lussari è anche il cuore del comprensorio sciistico del Tarvisiano, con piste curate, impianti moderni e una delle discese più iconiche del Friuli. La pista Di Prampero, intitolata al celebre sciatore tarvisiano, parte proprio dal borgo e arriva fino a valle, regalando panorami mozzafiato e tratti tecnici. Ma anche chi non scia trova qualcosa da fare: ciaspolate, camminate nel bosco, fotografie d’autore. In estate, invece, le giornate si allungano e i pellegrini lasciano il posto agli escursionisti, ai ciclisti, a chi cerca un luogo dove staccare davvero, lontano dai rumori e dalle reti mobili.
Monte Lussari resta così un punto fermo, un luogo che non ha bisogno di cambiare per essere attuale, perché la sua forza è proprio nella sua lentezza, nel silenzio e nella storia che si respira ancora, tra pietre, legno e nebbia.
Solo chi osa salire fino a 1800 metri scopre questo borgo magico che lascia senza fiato - escursionando.it






