Un viaggio a due passi dall’Italia: questo è l’itinerario che sta conquistando tutti.
Il Marocco è un mosaico vivo di colori e contrasti, un Paese che affascina con i suoi paesaggi estremi, dalle nevi dell’Atlante al silenzio delle dune sahariane, e che conserva ancora oggi un ritmo profondo, radicato in secoli di storia. Tra medine labirintiche, kasbah fortificate, moschee decorate e mercati senza fine, l’anima marocchina si rivela lentamente, con gesti semplici e calore autentico. Esistono diversi modi per esplorarlo: c’è chi insegue il silenzio del sud, chi invece si perde nella grandezza delle città imperiali. In entrambi i casi, l’esperienza è intensa e piena di sorprese.
Dal deserto di Merzouga alle kasbah berbere: l’itinerario più autentico nel sud del Marocco
Tutto inizia da Marrakech, città sensuale e caotica, che da secoli rappresenta la porta d’ingresso verso il grande sud marocchino. Attraversando le montagne dell’Alto Atlante, con i loro passi vertiginosi come il Tizi n’Tichka, si arriva nei territori berberi più profondi, dove villaggi in terra cruda come Tifeltoute resistono ancora al tempo. Qui la vita è semplice, fatta di rituali agricoli e ospitalità sincera.
Proseguendo verso Zagora, si entra nella valle del Draa, la più grande oasi di palme del Paese, un tempo snodo fondamentale per le carovane dirette verso Timbuctù. Le kasbah che punteggiano questo territorio raccontano storie di difesa, comunità, clima estremo. Sono costruzioni possenti, in fango e pietra, con torri, merli, decori geometrici. Oggi sono simbolo di un’architettura antica, perfettamente adattata all’ambiente desertico.

Zagora, si entra nella valle del Draa – escursionando.it
Il viaggio continua verso est, fino a Erfoud, terra di fossili millenari e polvere sahariana. Ma è da Merzouga che tutto cambia: davanti si aprono le dune dell’Erg Chebbi, onde di sabbia che sembrano immobili ma che il vento ridisegna ogni notte. Al tramonto, un lento cammino a dorso di dromedario porta al campo tendato berbero: tra stelle, tamburi, tè alla menta e silenzi profondi, il tempo sembra rallentare. L’alba sulle dune è uno spettacolo fragile, quasi irreale.
Il ritorno verso Ouarzazate passa dalle Gole del Todra, un canyon che scava la roccia in verticale, e dalla mitica Strada delle Mille Kasbah. Ogni curva svela fortezze e villaggi, ogni passo ricorda quanto fosse complesso e raffinato questo mondo prima dell’arrivo dell’asfalto. La tappa finale è Ait Ben Haddou, villaggio fortificato perfettamente conservato, Patrimonio UNESCO e location cinematografica per decine di film. Poi si torna a Marrakech, attraversando di nuovo le montagne, con la testa piena di immagini e le tasche forse un po’ più leggere, ma con la sensazione netta di aver vissuto qualcosa di raro.
Città imperiali e anima culturale del Marocco: un altro viaggio tra Fès, Rabat e Casablanca
Chi vuole scoprire il Marocco storico e monumentale, può seguire un secondo itinerario, che parte anch’esso da Marrakech ma punta verso il nord culturale del Paese. Lungo la strada, la tappa a Béni Mellal permette di entrare in contatto con il volto rurale e agricolo del Marocco: giardini irrigati, mercati settimanali, kasbah poco frequentate dai turisti ma ricche di identità.
La meta successiva è Fès, forse la città più misteriosa e stratificata dell’intero Maghreb. La sua medina è la più grande del mondo arabo, e camminarci dentro è un esercizio di disorientamento e meraviglia. Scuole coraniche, tannerie all’aperto, minareti verdi e botteghe in cui il tempo non scorre: ogni angolo racconta una storia millenaria. A Fès non si passeggia, si attraversa un organismo vivo, fatto di odori, suoni, ombre e luci. Eppure, basta uscire un po’ dal centro per respirare spazi più aperti, giardini nascosti, cortili silenziosi.
Da qui si parte per Volubilis, l’antico insediamento romano con mosaici ancora intatti, e per Meknès, meno conosciuta ma forse la più elegante tra le città imperiali. Le porte monumentali, come Bab Mansour, fanno da cornice a una città fatta di piazze, mura imponenti e scorci inattesi. Poi si raggiunge Rabat, la capitale moderna, sede politica e diplomatica, ma ancora capace di stupire con la sua cittadella sul mare, il Mausoleo di Mohammed V, e i bastioni della Kasbah degli Oudaïa.
Il viaggio si conclude a Casablanca, metropoli dinamica che riassume perfettamente il dualismo marocchino: da un lato la Moschea Hassan II, una delle più grandi al mondo, affacciata sull’Atlantico, dall’altro grattacieli, traffico, shopping center. È qui che si tocca con mano il presente del Marocco, tra modernità e identità che resiste. Poi si torna a Marrakech, pronti a chiudere il cerchio.
A due passi dall'Italia c'è un tesoro nascosto: città d'arte da scoprire, profumi e sapori autentici - escursionando.it






