Tra le meraviglie dell’Oman, Salalah offre paesaggi spettacolari tra oceano e montagne, cultura millenaria e avventure nel Rub’ al-Khali, il deserto più vasto del mondo.
Il Sultanato dell’Oman continua a rappresentare una delle mete più affascinanti e autentiche del Medio Oriente, capace di coniugare tradizione, natura incontaminata e modernità contenuta. Tra i gioielli di questo Paese, la città di Salalah nel Governatorato del Dhofar si distingue per il suo paesaggio unico e per l’esperienza indimenticabile di una notte trascorsa nel deserto di Rub’ al-Khali, uno degli ambienti più suggestivi e misteriosi della penisola arabica.
Salalah: un’oasi tra mare, montagna e tradizione
Situata a sud dell’Oman, Salalah è la terza città più popolosa del Paese con oltre 330 mila abitanti, ed è il cuore pulsante della regione del Dhofar. La sua posizione geografica, affacciata sull’Oceano Indiano e circondata da montagne che raggiungono i 1.800 metri, la rende un luogo di incredibile bellezza naturale. Il clima è influenzato dal fenomeno del Khareef, un monsone estivo che trasforma la zona in un rigoglioso giardino tropicale, caratterizzato da temperature miti, cascate e una vegetazione lussureggiante.
La costa di Salalah è famosa per le sue ampie spiagge di sabbia bianca finissima e per un mare cristallino, perfetto per chi desidera relax e tranquillità lontano dalle folle. Tra le località più suggestive vi è la spiaggia di Al Mughsail, nota per i suoi blow holes, getti d’acqua marina che si sollevano tra le rocce creando uno spettacolo naturale di grande impatto. Salalah è quindi una destinazione ideale sia per chi cerca esperienze di mare che per gli amanti dell’avventura e della natura selvaggia.
A sud-est di Salalah si estende il leggendario deserto di Rub’ al-Khali, noto anche come il “Quarto Vuoto”, la più grande distesa di sabbia continua al mondo. Questo deserto è avvolto da un alone di mistero e fascino, alimentato dalle antiche storie della Città Perduta di Ubar, citata sia nel Corano sia nelle “Mille e una notte”. Secondo la tradizione, Ubar sarebbe scomparsa sotto le sabbie a causa della sua corruzione, diventando un simbolo mitico che ancora oggi affascina viaggiatori e studiosi.

Viaggio imperdibile e romantico – Escursionando.it
Trascorrere una notte in un accampamento beduino nel cuore di questo deserto è un’esperienza che permette di immergersi in un’atmosfera sospesa nel tempo. Con il calar del sole, il paesaggio si tinge di sfumature dorate e rossastre, mentre il silenzio profondo viene interrotto solo dal crepitio del fuoco attorno al quale si sorseggia un tè karkadè profumato. Di notte, le temperature calano drasticamente e la volta celeste si apre in un cielo stellato di rara nitidezza, privo di ogni forma di inquinamento luminoso, regalando uno spettacolo unico nel suo genere.
Per chi desidera visitare Salalah e vivere l’esperienza del deserto, è importante scegliere il periodo più adatto. Da giugno a settembre, durante il monsone Khareef, la regione si trasforma in un paradiso verde, con temperature più fresche e paesaggi rigogliosi. Questo è il momento migliore per gli amanti della natura, anche se l’umidità è elevata e il mare spesso mosso.
Il periodo compreso tra ottobre e aprile è invece ideale per chi preferisce giornate soleggiate, temperature miti e mare calmo, perfetto per attività come snorkeling, escursioni e pernottamenti nel deserto. Le notti possono essere fredde, soprattutto da novembre a marzo, a causa della forte escursione termica tipica delle zone desertiche.
Per affrontare al meglio queste condizioni, è consigliabile adottare un abbigliamento a strati. Durante il giorno, sono sufficienti capi leggeri e traspiranti, mentre la sera è necessario munirsi di maglie termiche, pile, giacca antivento, pantaloni lunghi e scarpe chiuse per proteggersi dal freddo e dalla sabbia. Accessori come foulard, scaldacollo e calze calde risultano fondamentali per il comfort nelle ore più fredde.
Salalah non è solo un paradiso naturale ma anche un centro culturale e storico di rilievo per l’Oman. Capitale tradizionale della regione del Dhofar, ha vissuto momenti di grande prosperità grazie al commercio dell’incenso, di cui ancora oggi conserva una fiorente produzione. Dopo un periodo di decadenza, la città è rinata negli ultimi decenni grazie a uno sviluppo governativo che ha investito in infrastrutture come l’aeroporto, il porto di Raysut (Port Salalah) e le vie di comunicazione con il resto del Paese.
L’Oman, sotto la guida del Sultano Haitham bin Tariq dal 2020, mantiene una posizione di stabilità e crescita socioeconomica, senza rinunciare alla propria identità culturale e al profondo rispetto per l’ambiente. La regione di Dhofar, con Salalah al centro, rappresenta un esempio di come sia possibile integrare turismo, tradizione e natura in modo sostenibile.
Sotto le stelle del deserto - Escursionando.it






