Valle d'Aosta


 

 Gita effettuata in data :30-Gennaio-2008


Escursioni 200
8



 

Fotoalbum

 Partenza da : Samarate
 Dislivello tot. : //
 Difficoltà : T
effettivo cammino : //

 

Dopo la precedente esperienza, abbiamo voluto partecipare nuovamente a questo avvenimento con la tradizione ed il folclore partecipando anche questo anno alla 1008^ edizione della: “ Foire De Saint Ours ”. L’esposizione, dall’anno mille, è l’appuntamento irrinunciabile della popolazione valdostana, è la grande occasione per una festa popolare in cui si riprendono le tradizioni, i mestieri e gli oggetti di un tempo, mostrando al pubblico le idee e il lavoro di un anno, scaturito dalla creatività e industriosità della gente di montagna, per misurarsi con il gusto dei visitatori. Ogni anno più di mille espositori, presentano orgogliosamente i risultati dei loro lavori, svolti come hobby o come vera e propria attività produttiva, il tutto sempre di stampo schiettamente artigianale. Nell’immenso teatro della Fiera vengono rappresentate tutte le attività tradizionali: scultura ed intaglio su legno, lavori in pietra ollare, in ferro battuto ed in cuoio, merletti, vimini, oggetti per la casa, scale in legno, botti e altro ancora. Questa discesa in piazza degli espositori è la volontà degli stessi di cercare un contatto diretto con il pubblico per far sì che lo stesso apprezzi la qualità del lavoro e la creatività artistica, frutto di tradizioni secolari. Il visitatore di questa particolare Fiera non è alla ricerca del buon acquisto utile per la casa, o di un oggetto di qualità, ma partecipa a questa esposizione per l’atmosfera unica ed irripetibile che si respira girando fra la moltitudine delle bancarelle. La tradizione vuole che le radici della Fiera risalgano al Medio Evo, tempo in cui la Sagra si svolgeva nel borgo di Aosta nello spazio che circonda la Collegiata di Sant’Orso, un semplice e umile sacerdote dedito ai poveri. Secondo la leggenda era proprio qui che il Santo, vissuto nei primi anni del VI secolo, era solito distribuire ai miseri indumenti e “sabot”, le tipiche calzature in legno ancora oggi presentate alla Fiera e che sono tra gli oggetti più venduti. E’ consuetudine infatti procurarsi almeno un souvenir, perché forse per le sue origini di beneficenza, si dice che, “ l’acquisto di un oggetto durante la Fiera millenaria porta fortuna per tutto l’anno ”. Sul pullman, l’efficiente organizzazione, distribuisce il piegovole illustrativo della fiera sul quale compare lo slogan: ”Buona Fiera, che la magia della millenaria possa ripetersi anche quest’anno″, quando arriviamo ad Aosta, la città è già...magicamente...affollata da una moltitudine di persone che si riversano nelle vie dove si transita su un percorso regolato dal senso unico pedonale tanti sono i visitatori che fanno capannello intorno ai banchi. Le proporzioni eccezionali della manifestazione intimoriscono ed è impossibile vedere tutto quanto viene esposto sulle colorate bancarelle. Aggirandoci per le vie affollatissime, sentiamo parlare lingue e dialetti di ogni genere, a conferma che nei giorni della festa, la città viene invasa da visitatori italiani e stranieri. La visita alla Fiera di Sant’Orso è un’esperienza ricca di emozioni, unica e indimenticabile, veramente da non perdere e da vivere in prima persona dato il forte coinvolgimento e l’intensa partecipazione emotiva. Ritardando la partenza, riusciamo a partecipare alle prime fasi di quella che è la festa nelle festa; “la veillà”, la veglia che si tiene nella notte, con le vie illuminate a giorno e affollate fino all’alba, quando una volta ritirate le merci, espositori e visitatori si riuniscono nelle vie del centro per compiere il consueto “giro delle crotte”, le caratteristiche cantine aperte per l’occasione. Oggi la “ Veillà” non ha  più il sapore di manifestare solidarietà agli artigiani espositori ed offrir loro riparo dal freddo della notte, ma rimane sempre un grande momento di allegria, con il piacere di stare insieme degustando i prelibati prodotti tipici locali. Noi ci siamo recati nella “cantina di Chicco″, simpaticissimo padrone di casa che ci ha letteralmente conquistati con la sua ospitalità aostana. A malincuore ci incamminiamo verso la partenza, lasciandoci alle spalle una innumerevole quantità di gente che in chiassosa allegria continua a vivere la Fiera. Anche per questa edizione il Santo, del quale si racconta abbia fatto miracoli, si è ripetuto ( confermando appieno lo slogan ) riempiendo la città con un gran numero di visitatori. Sulla via del ritorno, già manifestiamo la voglia di esserci e di partecipare anche alla prossima edizione dell’evento più sentito in Val d’Aosta,  che non ha uguali in tutte le alpi.Rientrati alla base, salutiamo e ci complimentiamo con lo staff della: ”Associazione Gemellaggi Samarate” per avere organizzato una riuscitissima visita a carattere...storico cultural gastronomico...e ci ripromettiamo di partecipare ad altre loro interessanti iniziative.

Ritenendo che una simile occasione sia più rappresentata dalle  immagini  che dalle parole, vi invitiamo a visionare il fotoalbum.