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Dopo
la precedente esperienza, abbiamo voluto partecipare nuovamente a questo
avvenimento con la tradizione ed il folclore partecipando anche questo
anno alla 1008^ edizione della: “ Foire De Saint Ours ”. L’esposizione,
dall’anno mille, è l’appuntamento irrinunciabile della popolazione
valdostana, è la grande occasione per una festa popolare in cui si
riprendono le tradizioni, i mestieri e gli oggetti di un tempo,
mostrando al pubblico le idee e il lavoro di un anno, scaturito dalla
creatività e industriosità della gente di montagna, per misurarsi con il
gusto dei visitatori. Ogni anno più di mille espositori, presentano
orgogliosamente i risultati dei loro lavori, svolti come hobby o come
vera e propria attività produttiva, il tutto sempre di stampo
schiettamente artigianale.
Nell’immenso teatro della Fiera vengono rappresentate tutte le attività
tradizionali: scultura ed intaglio su legno, lavori in pietra ollare, in
ferro battuto ed in cuoio, merletti, vimini, oggetti per la casa, scale
in legno, botti e altro ancora. Questa discesa in piazza degli
espositori è la volontà degli stessi di cercare un contatto diretto con
il pubblico per far sì che lo stesso apprezzi la qualità del lavoro e la
creatività artistica, frutto di tradizioni secolari. Il visitatore di
questa particolare Fiera non è alla ricerca del buon acquisto utile per
la casa, o di un oggetto di qualità, ma partecipa a questa esposizione
per l’atmosfera unica ed irripetibile che si respira girando fra la
moltitudine delle bancarelle.
La tradizione
vuole che le radici della Fiera risalgano al Medio Evo, tempo in cui la
Sagra si svolgeva nel borgo di Aosta nello spazio che circonda la
Collegiata di Sant’Orso, un semplice e umile sacerdote dedito ai poveri.
Secondo la leggenda era proprio qui che il Santo, vissuto nei primi anni
del VI secolo, era solito distribuire ai miseri indumenti e “sabot”, le
tipiche calzature in legno ancora oggi presentate alla Fiera e che sono
tra gli oggetti più venduti. E’ consuetudine infatti procurarsi almeno
un souvenir, perché forse per le sue origini di beneficenza, si dice
che, “ l’acquisto di un oggetto durante la
Fiera millenaria porta fortuna per tutto l’anno ”. Sul pullman,
l’efficiente organizzazione, distribuisce il piegovole illustrativo
della fiera sul quale compare lo slogan: ”Buona Fiera, che la magia
della millenaria possa ripetersi anche quest’anno″, quando arriviamo ad
Aosta, la città è già...magicamente...affollata da una moltitudine di
persone che si riversano nelle vie dove si transita su un percorso
regolato dal senso unico pedonale tanti sono i visitatori che fanno
capannello intorno ai banchi.
Le
proporzioni eccezionali della manifestazione intimoriscono ed è
impossibile vedere tutto quanto viene esposto sulle colorate bancarelle.
Aggirandoci per le vie affollatissime, sentiamo parlare lingue e
dialetti di ogni genere, a conferma che nei giorni della festa, la città
viene invasa da visitatori italiani e stranieri. La visita alla Fiera di
Sant’Orso è un’esperienza ricca di emozioni, unica e indimenticabile,
veramente da non perdere e da vivere in prima persona dato il forte
coinvolgimento e l’intensa partecipazione emotiva. Ritardando la
partenza, riusciamo a partecipare alle prime
fasi di quella che è la festa nelle festa; “la veillà”, la veglia che si
tiene nella notte, con le vie illuminate a giorno e affollate fino
all’alba, quando una volta ritirate le merci, espositori e visitatori si
riuniscono nelle vie del centro per compiere il consueto “giro delle
crotte”, le caratteristiche cantine aperte per l’occasione. Oggi la “
Veillà” non ha più il sapore di manifestare solidarietà agli
artigiani espositori ed offrir loro riparo dal freddo della notte, ma
rimane sempre un grande momento di allegria, con il piacere di stare
insieme degustando i prelibati prodotti tipici locali. Noi ci siamo
recati nella “cantina di Chicco″, simpaticissimo padrone di casa che ci
ha letteralmente conquistati con la sua ospitalità aostana. A malincuore
ci incamminiamo verso la partenza, lasciandoci alle spalle una
innumerevole quantità di gente che in chiassosa allegria continua a
vivere la Fiera. Anche per questa edizione il Santo, del quale si
racconta abbia fatto miracoli, si è ripetuto ( confermando appieno lo
slogan ) riempiendo la città con un gran numero di visitatori. Sulla via
del ritorno, già manifestiamo la voglia di esserci e di partecipare
anche alla prossima edizione dell’evento più sentito in Val d’Aosta,
che non ha uguali in tutte le alpi.Rientrati
alla base, salutiamo e ci complimentiamo con lo staff della:
”Associazione Gemellaggi Samarate” per avere organizzato una
riuscitissima visita a carattere...storico cultural gastronomico...e ci
ripromettiamo di partecipare ad altre loro interessanti iniziative.
Ritenendo che una simile occasione sia più rappresentata dalle immagini
che dalle parole, vi invitiamo a visionare il
fotoalbum. |