Valsesia

Alpe Sorbella m. 1636

 
 Gita effettuata in data : 16-Aprile-2008


 Partenza da: Rassa m.917
 Dislivello totale : m. 877
 Difficoltà : E
effettivo cammino : 3,30


Come arrivarci:
Percorrere la A 26, fino al casello di Romagnano/Ghemme. quindi SS299 per Alagna; arrivati a Quare, si abbandona la statale, si piega a sinistra e, valicato il ponte sul fiume Sesia,  si risale la carrozzabile della Val Sorba arrivando dopo circa 4 Km. a Rassa.

Superato il primo ponte di pietra, parcheggiamo l’auto,  e ultimati i preparativi, ci incamminiamo verso l’imbocco della mulattiera che prende inizio sulla sinistra, segnavie N°52. Oggi alla SPA, composta come al solito da Flavio ( www.cappef.com ), Franco e Claudio si è aggregata, in qualità di simpatizzante, Daniela che trasmette alla compagnia uno spensierato  buon umore. Iniziamo a risalire la bella scalinata che in breve ci immette nei prati degli Alpi sulle Piane m. 1000 (h 0,10), tralasciamo le diramazioni del sentiero e proseguiamo raggiungendo la Cascina delle Sponde che sorge sulle rive del Torrente Ruaschè, il cui guado ha procurato qualche difficoltà a Daniela. Continuiamo a risalire i numerosi ma comodi tornanti della mulattiera che immettendosi nello stupendo bosco di conifere,  conosciuto come “ la Selva Grande ”, rappresenta una delle più grandi foreste di tutta la Valsesia.  Aggiriamo alcuni mastodontici abeti, caduti al suolo, che ostruiscono il passaggio e arriviamo al termine del bosco che qui lascia spazio ad un ampio pascolo, con le baite raggruppate in un omogeneo nucleo quasi a formare un villaggio alpestre, siamo all’alpe Scandalorso m. 1446 (h0,50;1,00). La nevicata del giorno precedente ha ricoperto di nuovo il terreno con un manto di notevole spessore che la bassa temperatura ha reso solido e crostoso, tanto da consentirci di procedere senza ciaspole. Proseguiamo lungo il sentiero innevato che, in moderata salita, compie un lungo traverso prima di pervenire ai bellissimi pascoli dell’Alpe Sorbella m. 1636 (h1,00;2,00) che , al momento della programmazione della gita, pensavamo di vedere verdi e rigogliosi!!!. L’improvvisa ennesima nevicata, ci costringe a ricorrere nuovamente alle ciaspole che avevamo dichiarato non avremmo più voluto calzare ma...prendere o lasciare...abbiamo preferito ri...prendere pur di non modificare l’itinerario ormai pianificato. Arriviamo all’alpe che ci appare, completamente ammantato di neve, sullo sfondo di un cielo blu cobalto che contrasta in modo netto con il candore circostante. L’alpe è composto da numerose costruzioni, quasi tutte ristrutturate e in ottimo stato di conservazione, ordinatamente raccolte intorno alla chiesetta dedicata a S. Gioacchino. Date le condizioni del terreno, decidiamo di concludere qui la nostra ascesa e ci sistemiamo per consumare il nostro pranzo. Franco, che ha problemi di...piazza...e la vuole proteggere dai cocenti raggi del sole, sfodera una elegantissima bandana divenendo all'istante il nostro “ cavaliere ″, contestualmente ci mostra quello che , secondo lui, potrebbe divenire il nostro slogan...che la SPA approva immediatamente. Scattiamo la solita rituale foto di compagnia e ci apprestiamo a intraprendere la discesa che intendiamo compiere seguendo il sentiero N° 51b che passa dal Ponte della Prabella per poi ritornare a Rassa per concludere un piacevole percorso ad anello. Il terreno ricoperto dalla neve  non permette la lettura dei segnavie che in questa zona dovrebbero essere numerosi, essendo l’alpe un luogo dal quale si dipartono numerosi itinerari, ciò non spaventa il nostro Indiana Jones, Flavio, che con il suo spiccato senso dell’orientamento e forte della sua esperienza, si incarica di condurre la comitiva sulla retta via fino ad entrare nel fitto bosco di faggi che, disceso su di una comoda mulattiera ci conduce al Ponte della Prabella m. 1180 (h0,40;2,40). Al ponte ci immettiamo sull’itinerario N°51 che, percorso verso valle ci conduce prima all’alpe Sorba m. 1151, successivamente all’alpe Campello m. 1093 (h 0,20;3,00) con il suo ristorante. Percorriamo l’ultimo tratto sulla bella mulattiera, che poi diventa strada in cemento nei pressi dell’Alpe Crosetti alla Cottura m. 1055, e ci caliamo velocemente sull’abitato di Rassa dove ci aggiriamo fra le viuzze del simpatico ed ordinato paese fotografandone gli scorci più suggestivi ed i suoi agili ponti in pietra. Passiamo accanto ad un circolo che Daniela definisce molto adatto a noi, e riguadagniamo la vettura terminando questa nuova, ed anche oggi, entusiasmante gita. Ritornando verso casa, visto come ci ha definiti Daniela, non ci rimane che scattare una foto ricordo sotto il cartello che indica quella che all’unanimità abbiamo nominato “ la nostra valle ”.