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Come arrivarci:
Si percorre l’autostrada A26 sino a Domodossola, quindi
si procede lungo la SS 33 del Sempione sino a Varzo, si
segue la strada che risale la Val Cairasca.
Circa un chilometro prima del centro di San Domenico,
sulla destra parte una strada forestale (indicazioni per
il Rifugio Crosta all’Alpe Solcio).

Parcheggiamo l’auto nei pressi della
bacheca che riporta le indicazioni per il
Rifugio Crosta all’Alpe Solcio, ultimiamo i preparativi,
calziamo da subito le ciaspole e iniziamo a risalire la
strada forestale che si presenta ripida e molto ben
innevata. La temperatura è di circa meno sei
gradi,
Flavio (
www.cappef.com ) indossa il suo originale copricapo
e subito si mette in... testa al gruppo. Entriamo in un
fitto bosco ancora adornato dalla neve caduta
in precedenza che, mantenendosi sui rami, rende tutto
ovattato e decisamente suggestivo. Raggiungiamo l’Alpe
Fernone m. 1451 (h0,20) e, sempre
seguendo la strada, risaliamo il pendio che ci introduce
alle baite dell’Alpe
Dorcia m. 1559 (h0,20;0,40). Il
panorama che si presenta ai nostri occhi è semplicemente
stupendo, il
bosco, all’apparenza fatato, nasconde
l'esistenza di uno spiritello spiritoso e burlone che si
diverte a far cadere la neve dagli alberi; scopriremo in
seguito che si tratta del folletto Flavietto!!!
Incontriamo poi un abete già addobbato per il Natale e
ci scattiamo una prima
foto di gruppo. Proseguiamo il cammino
superando vari
nuclei di baite e salendo, agli abeti si
sostituiscono i
larici che, illuminati dal sole, punteggiano
con le loro svettanti sagome tutto il vallone dominato
dalle sovrastanti sagome del P.zo del Dosso, del Balzo,
della Cima di Valle e del P.zo Boni che fanno da corona
al Monte Cistella, il cielo terso esalta il contrasto
della vegetazione con l’abbagliante colore della neve.
Alle nostre spalle, in posizione predominante, svetta il
Monte Leone che regna sulla Valle Cairasca.
La giornata è stupenda ed il freddo ha allentato la sua
morsa, il sole ha mitigato la gelida temperatura
mattutina e la neve zuccherina si trasforma crepitando
al ritmo della cadenza dei nostri passi. Il
nostro cammino continua su di una
incontaminata distesa di neve sino a pervenire all’Alpe
Moiero
(quota GPS) m. 1778 (h0,50;1,30). Continuiamo
a seguire il
tracciato che si snoda tra due ali di larici
e raggiungiamo la massima elevazione della giornata; l’Alpe
Balzo m. 1900 da GPS (h0,30;2,00).
Superiamo l’ennesima curva del tracciato e iniziamo a
scendere verso l’alpeggio
di Quatè o Coatè m. 1795 che ci appare, tra
le fronde dei larici, ammantato di neve su un bel
pianoro soleggiato. Il camminare con le ciaspole ci
permette di ammirare con altri occhi le bellezze della
natura sotto la neve, raggiungiamo l’alpe (h0,15;2,15)
lo visitiamo in ogni suo angolo e
ritorniamo sui nostri passi per raggiungere
nuovamente l’alpeggio di
Moiero Sopra m. 1771 (h0,55;3,10)dove
sostiamo per lo spuntino. Con lo sfondo
dell’inconfondibile profilo del Monte Leone che si
staglia magnifico in un orizzonte dal colore blu
cobalto, scattiamo l’usuale
foto di rito. Ripartiamo indirizzandoci lungo
il pendio immacolato e
fuori pista effettuiamo magnifici tratti in
neve polverosa, velocemente rientriamo nel bosco e,
sempre attenti ai dispetti del folletto birichino,
ripercorriamo l’ultimo tratto di strada. Giunti al
termine, il
nostro prof. Accademico della Mountain University Of “
Cime e Valli del Verbano ″ tiene la seconda
lezione congedandoci con i compiti a casa... peccato per
Gian Mario e Franco ( assenti giustificati ) che si
sono persi un vero trattato sulla progressione su
terreno innevato. Ritornati alla macchina, (h0,35;3,45)
abbiamo il piacere di incontrare e conoscere
Marina ed Enrico, nuovi gestori del Rifugio
Crosta che, al termine della loro prima stagione, stanno
posizionando gli avvisi relativi al periodo di chiusura
del rifugio, prima di fare ritorno a casa. Salutiamo i
nuovi amici, entusiasti della loro prima esperienza, e
ci ripromettiamo di visitarli la prossima stagione.
Abbiamo trovato in loro passione ed entusiasmo per la
montagna e per le nostre zone, speriamo che tanti altri
appassionati salgano al rifugio a trovarli in quanto la
loro presenza darà sicuramente nuovo impulso ad una
struttura attualmente trascurata. Ciao ragazzi e buona
fortuna. Soddisfatti per la splendida giornata trascorsa
in un ambiente da favola, rientriamo verso casa.
Escursione priva di qualsiasi pericolo effettuabile con
qualsiasi condizione di neve.
Lontano dagli impianti di risalita, si percorrono nel
silenzio della natura i pendii imbiancati.
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