Val Sesia

Anello San Bernardo e Sant'Emiliano
"Circuito dei Santi"
 
 Gita effettuata in data:13-Maggio-2022

  

 Partenza da: Serravalle Sesia
 Dislivello totale: m. 685
 Difficoltà: E
 Effettivo cammino h: 4.15

 Accesso stradale :
 Seguendo la SP299 si arriva a Serravalle Sesia e davanti all'area della cartiera si incontra un ampio slargo sterrato all'inizio di via Monchezzola, dove si parcheggia comodamente (10 km sia da
 Romagnano Sesia che da Gattinara. 



 

Leggendo la pubblicazione dell'amico Corrado Martiner (ESCURSIONI E PASSEGGIATE in VALSESIA) BLU edizioni:ISBN 978-88-7904-212-3), in cui l’autore propone ben 55 itinerari, fra le tante escursioni descritte, abbiamo concordato di seguire l’itinerario 4.3 di pagina 183. Un itinerario che ci è sembrato interessante per effettuare il quale seguiamo fedelmente le indicazioni descritte nella guida e, con il consenso dell’autore, riportiamo integralmente il percorso come scritto, aggiungendo di nostro solo alcune immagini ad illustrazione del tragitto compiuto.

Questo facile ma non breve itinerario è conosciuto localmente con il nome di «circuito dei santi» perché tocca le chiesette di San Bernardo e Sant'Emiliano e la cappella Monchezzola dedicata alla Madonna della Neve. Durante l'anello si passa per la Colma Vasselloni, il rilievo più elevato della lunga dorsale che a sud del Sessera divide la prima parte della bassa Valsesia dal Biellese sudorientale. Il percorso, molto frequentato, si snoda su stradine e sentieri in gran parte nei boschi, ma non mancano zone aperte da cui si possono ammirare interessanti panorami.

ITINERARIO

All'inizio di via Monchezzola alcuni cartelli indicano la partenza dei sentieri 706 e 707. In fondo all'ampio slargo, la via prosegue a sinistra di una piccola cappella votiva. Dopo poco meno di 200 metri l'asfalto termina e si incontra il cartello di divieto. Ancora poche decine di metri di sterrato e si giunge a un bivio sul margine del Rio Chezza. Si lascia a sinistra la via più ampia da cui si rientrerà (706) e senza attraversare il primo ponte si risale per alcune decine di metri a lato del rio, poi si volta a sinistra e su un altro ponte si attraversa un piccolo affluente del corso d'acqua principale appena a monte della confluenza. Si continua quindi sulla sinistra idrografica del Rio Chezza, paralleli allo sterrato che sale sulla sponda opposta. Lasciate a monte due cascine, si sale seguendo i cartelli per l'Alpe del Saren. L'ampio sentiero monta ripido sulla sponda sinistra di un incassato e boscoso canale e guadagna una selletta da cui prosegue in diagonale. Si passa a valle dei resti di un edificio e si prosegue a lungo in mezzacosta su pendenza limitata. Si giunge alla graziosa Alpe del Saren, situata in uno spiazzo erboso con alcune alte conifere (0.35 ore; vista sulla Cima Pietra Groana e su Sant'Emiliano), Si prosegue in lieve discesa toccando un'altra inflessione della boscosa dorsale, poi si riprende a salire con alcuni brevi strappi raggiungendo zone dove la vegetazione è meno fitta. Compare l'oratorio di San Bernardo alle cui spalle fa capolino la sagoma del Monte Barone. Un tratto a saliscendi e un'ultima discesa più accentuata portano all'incrocio con la carrareccia proveniente da Bornate su cui si sviluppa l'itinerario 707a (scendendo per pochi minuti a destra si può raggiungere la cappella Cappone). L'incrocio è ben segnalato, con diversi cartelli che riportano i numeri degli itinerari che qui confluiscono; un cartello di legno con l'indicazione per l'Alpe del Saren indica la giusta direzione da prendere nel caso si stia seguendo l'itinerario in senso inverso. Senza possibilità di errore si sale sullo sterrato che con tratti ripidi porta a una zona panoramica di fronte a San Bernardo. Dopo un ampio semicerchio pianeggiante, prima che la strada riprenda a salire con decisione, si imbocca a destra la deviazione per San Bernardo (cartello). Con un tratto pianeggiante e un breve strappo il sentiero riporta sulla strada appena abbandonata (che compie un più largo giro a monte). Si scende a destra e in pochi minuti, dopo un'ultima lieve salita, si giunge all'oratorio di San Bernardo, al vertice dell'omonima sommità boscosa (629 m, 0.35 ore dall'Alpe del Saren; qui giunge da Bornate il sentiero 709). Si riprende il cammino ritornando indietro sul percorso già noto e, dopo aver lasciato a sinistra la deviazione con cui si è giunti all'oratorio, si prosegue sulla strada che in breve raggiunge una spianata da cui inizia a scendere. La si abbandona e si imbocca il sentiero 709 che si stacca a monte e risale ripidamente l'ampia dorsale. Quando la pendenza si attenua, il crestone prosegue con lievi saliscendi toccando alcune elevazioni intermedie e raggiungendo il punto in cui, sul tronco di un grande albero, un cartello riporta la scritta «Colma Vasselloni 753 m». Poco oltre si tocca il punto culminante del displuvio, che è anche il punto più elevato dell'escursione (0.45 ore da San Bernardo). Si inizia la discesa raggiungendo In breve un tratto dove la vegetazione più rada consente un'ampia visuale sulle montagne biellesi dal Mombarone al Monte Barone (consigliata una sosta rigeneratrice). Si prosegue scavalcando un'altra piccola elevazione intermedia, poi su terreno più ripido e aperto, con incedere un po' disagevole tra ghiaia e terre rosse, si tocca il Passo Salaroli, detto anche Passo della Morte: è un breve tratto su una crestina di terra rossa abbastanza ripida sui fianchi, ma facilmente percorribile (617 m, 0.15 ore dalla Colma Vasselloni). Si riprende la salita su terreno ripido e un po' sdrucciolevole. Dopo un'ottantina di metri di dislivello si guadagna un'esigua spianata da cui la via, sempre ampia e ben evidente, abbandona lo spartiacque e tende a sinistra a mezzacosta fino a raggiungere la dorsale proveniente dalla Bocchetta d'Ovasine (da cui proviene il sentiero 705 che si percorrerà in discesa; numerosi segnavia e cartelli). Con breve digressione a destra, dopo aver superato la piazzola di atterraggio dell'elicottero da cui si gode di un buon panorama, si tocca la chiesa di Sant'Emiliano (742 m, 0.35 ore dal Passo Salaroli, 2.45 ore dalla partenza). Ritornati al bivio e lasciato a sinistra il sentiero da cui siamo arrivati, si scende a destra sul 705 dapprima con pendenza limitata, poi affrontando un primo tratto più ripido. In seguito, dopo alcuni brevi risvolti, si discende un tratto ripidissimo e sdrucciolevole che richiede attenzione. Superato il breve ma non facile ostacolo, si tocca più comodamente un'ampia sella. Una risalita più accentuata conduce alla prima di una serie di elevazioni caratterizzate dalla presenza di terre rosse e vegetazione bassa. Questo è forse il tratto più bello dell'escursione: si cammina piacevolmente con saliscendi, alcuni lievi, altri più marcati, godendo di un buon panorama in ogni direzione, poi con un'ultima discesa si tocca la Bocchetta d'Ovasine (509 m, 0.45 ore da Sant'Emiliano). Senza mettere piede sulla strada proveniente da Sostegno (oltre la quale prosegue l'itinerario 705) si prende subito a sinistra il sentiero 706 (segnavia per Serravalle e Monchezzola. Il largo sentiero scende in diagonale a mezzacosta, supera un piccolo corso d'acqua sovente asciutto su un vecchio ponticello di legno, raggiunge e scavalca una costa e su terreno un po' più ripido giunge sul fondo del vallone, dove convergono i rii che drenano la parte alta del territorio compreso tra Sant'Emiliano e la Colma Vasselloni e che unendosi formano il Rio Chezza. Attraversato una prima volta il torrentello, si prosegue sulla sinistra idrografica in moderata pendenza, poi, superata una vecchia lapide, si guada di nuovo il rio. Il sentiero si trasforma in piccola carrareccia e in breve raggiuge la cappella Monchezzola e poco oltre l'omonimo rifugio privato dell'Associazione Nazionale Alpini (gruppo di Serravalle Sesia). Si prosegue sull'ampia strada sterrata attraversando altre due volte il Rio Chezza. In ultimo, dopo aver lasciato a destra una cascina e attraversato un ponticello di cemento, si giunge al bivio iniziale, dal quale velocemente si ritorna al parcheggio (0.45 ore dalla Bocchetta d'Ovasine, 4.15 ore dalla partenza).

 Questa gita consiglio di farla nei mesi di Febbraio/Marzo o in autunno