Valle Sesia

          Anello Quarona-Monte San Grato

 
 Gita effettuata in data : 22-Marzo-2022                                                       

 Partenza da: Quarona 406
 Dislivello totale : m. 612
 Difficoltà : E
 Effettivo cammino h: 4,00


Come arrivarci: Percorrere la A 26, fino al casello di Romagnano/Ghemme, quindi SS299 per Alagna, superata Borgosesia si prosegue fino alla rotonda per Ponte Isolella da cui svoltando prima a destra e poi a sinistra, si raggiunge Quarona, dove si parcheggia in Piazzale Mognetti.
 

Dal parcheggio raggiungiamo la chiesa di San Rocco nel Cantone Duomo di Quarona, dove troviamo il segnavie 738 che contrassegna il sentiero che sale in direzione di Lombaretto. Dopo aver percorso un primo tratto nel bosco si perviene alla Cappella degli Alpini eretta in un punto molto panoramico da cui si ha una bella visuale su Quarona. Proseguendo incrociamo il raccordo 740b che lasciamo a sinistra e giungiamo in vista delle prime baite di Lovario (m.618). Seguiamo un viottolo in mezzo alle case e ci ritroviamo sulla carrozzabile che percorriamo per un breve tratto per prendere a destra la mulattiera che scende nel vallone della Bondaccia e risale alla chiesa di San Gaudenzio di Brina (m.650) da dove si ha una bella vista panoramica su Lovario con la sua imponente Parrocchiale dedicata a San Bartolomeo. Attraversiamo la strada e perveniamo al contiguo abitato di Cardolino, lungo il sentiero incontriamo la deviazione proveniente da Valmaggiore con segnavia 737A che seguiamo per un breve tratto a destra prima di proseguire in direzione di Ferruta (m.689) che raggiungiamo dopo avere superate alcune baite e guadato un piccolo rio. Nella Frazione fa bella mostra di sé il lavatoio, costruito nel 1939 con il contributo di tutti i Ferrutesi, come ricorda la lapide affissa al suo interno, e la vicina chiesetta di San Rocco posta all’incrocio con il sentiero 744. Attraversiamo il paese e raggiunta la piccola piazza in cui sorge la chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate, abbandoniamo il 744 e ci incamminiamo lungo la mulattiera che ci conduce all’isolata chiesa della Madonna dell’Oro o della Neve (m.720). La leggenda della fondazione narra dell’apparizione della Madonna a una fanciulla cieca e della sua miracolosa guarigione. Lasciamo l’isolato Oratorio e ci immettiamo sul sentiero 745 che entra nel bosco e risale la dorsale per raggiungere la selletta (m.833) che incrocia l’itinerario 744 dove è stato realizzato un bellissimo punto di sosta con tavoli, panche, una fontana in pietra e una pista sterrata; nei pressi sono state erette tre croci con un’altare e una bella campana. Proseguiamo lungo la sterrata che corre lungo il fianco del Poggio Bruciato, e perveniamo all’Alpe Cesale o del Frate (curioso soprannome di chi vi è vissuto fino ad alcune decine di anni fa). Abbandoniamo la sterrata seguendo il sentiero a sinistra fra un continuo alternarsi di sentieri provenienti dalle varie direzioni, intersechiamo il più frequentato 746, proveniente da San Bernardo di Breia, e il 737 che seguiremo in discesa per far ritorno a Quarona. Da questo punto con una breve salita raggiungiamo la cima del Monte San Grato (m.914) dove sorge l’omonimo oratorio; adiacente all’oratorio sorge il rifugio dell’associazione “ Amici della Montagna”. Raggiunto il punto più alto dell’escursione, iniziamo il percorso di ritorno lungo il sentiero 737. Il percorso si presenta largo e ben tenuto e a tratti è ancora evidente il selciato della vecchia mulattiera che entra nel bosco e raggiunge Canton dei Capi (m.568) con la Chiesa dedicata a Sant’Andrea e il piccolo e ben tenuto parco giochi. Attraversato l’abitato riprendiamo la comoda e ampia mulattiera che un tempo rappresentava il principale collegamento tra Quarona e Valmaggiore strada facendo incontriamo il simpatico Michelino con il quale scambiamo quattro piacevoli chiacchiere e ci fa ascoltare un brano musicale da lui magistralmente eseguito con il sax. Salutato il versatile personaggio, continuiamo nel nostro cammino e facciamo ritorno a Quarona e alla chiesa di San Rocco da cui eravamo partiti.
 

Gita su comodi sentieri segnalati, con qualche tratto su asfalto, che permette di conoscere alcune delle numerose frazioni di Borgosesia, da quelle più prossime al centro a quelle poste in posizione soleggiata alle pendici del Monte San Grato.