Val Sesia

                                                     Anello Postua-Alpe Maddalene  
 Gita effettuata in data : 07-Marzo-2022                                                    

 Partenza da: Postua m. 459
 Dislivello totale m :477
 Difficoltà : T
 Durata itinerario h: 4,00

Come arrivarci:
 
Dall'autostrada A26 uscire a Ghemme/Romagnano Sesia, continuare sulla SS 299 sino a superare il comune Romagnano Sesia, continuare sulla SR 142, sino alla rotonda di Bornate da dove voltando a sinistra si prosegue per Crevacuore e Postua.

                                                                                 

Da Postua si dipartono interessanti escursioni che portano a percorrere le antiche “ vie della transumanza ” che dirigevano verso la Valsesia. Raggiunta la Parrocchiale dedicata alla Madonna Assunta, ci incamminiamo lungo l’itinerario, un tempo frequentato come collegamento con Agnona, segnavie N° 719 e seguendo la strada asfaltata si raggiunge la Cappella di San Rocco 575m. qui si incrocia il sentiero che sale da Guardabosone (segnavie 724) che prosegue a sinistra in moderata salita per raggiungere la Cappella di Sant’Antonio. Si tralasciano alcune deviazioni secondarie e, per mulattiera e sterrato, si attraversa un bosco fino a raggiungere il bivio (m. 636) da cui prendiamo a sinistra uno sterrato che porta, senza indicazione, al bel Santuario della Madonna di Loreto. Visitata la zona in cui sorge il Santuario, proseguiamo lungo la salita che si fa via via più ripida e si perviene al bivio con l’itinerario 718 che proviene dalla località Pecciole. Continuando lungo lo sterrato superiamo alcuni dossi sino a raggiungere il panoramico poggio su cui sorge il grande caseggiato dell’Alpe Maddalene (m.914). Sullo spiazzo antistante resistono il secolare carpino e una veterana palma sopravvissuta nel tempo anche a questa quota. Da questa privilegiata posizione si individuano l’Alpe Noveis, il Monte Gemevola o Cornabecco e il Monte Barone. Per gustarci più a lungo il panorama, approfittando del tiepido sole, effettuiamo la sosta pranzo prima di iniziare il percorso di ritorno. Per la discesa seguiamo il sentiero 725 che scende in modo molto ripido nel prato sotto l'alpe per poi entrare nel fitto bosco e proseguire per ripidi tornanti sino a raggiungere la dorsale da cui piegando a sinistra si prosegue perdendo quota, sul sentiero si incontra una croce in ferro posta a ricordo di un giovane deceduto il 4 dicembre 1885 all’età di 12 anni. Attraversato un ruscello, si entra nel vallone in cui si scorge il Mulino Starabbo (la cui acqua faceva funzionare un tornio per il legno). Rasentando il muro di una villa, si raggiungono le case della frazione Roncole di Postua che si attraversa fino ad arrivare alla Chiesa della frazione (m. 484). Lungo la strada asfaltata che si percorre per ritornare a Postua, si incontra l’Oratorio dedicato a San Sebastiano, Villa Scalvino con i suoi caratteristici camini ancora pochi passi e siamo di ritorno alla Chiesa di Maria Assunta dove termina il bel giro ad anello,

                                                                                                            Curiosità

  • Postua è un piccolo comune della provincia di Vercelli collocato ai confini tra la Val Sesia e la Valsessera che, nella normalità, conta poco meno di 600 abitanti ed è composto da alcune frazioni e da suggestivi cantoni che dall’8 dicembre al 6 gennaio si trasformano per incanto in tante piccole e grandi Natività per dare vita ad un vero e proprio “Borgo dei Presepi”. Ogni via del paese appronta in modo del tutto personale la Natività, tutti i presepi sono esposti negli angoli più suggestivi trasformando il borgo in un fiabesco museo all’aperto. ( Link )

  • l’Oratorio dedicato a San Sebastiano, edificato su un rilievo roccioso sovrastante il Torrente Strona, è una riedificazione cristiana di un luogo di culto celtico, caratterizzata dalla muratura in ciottoli a spina di pesce che ne denota la sua origine romana ed è catalogato come l’edificio più antico della valle. Al suo interno è ancora visibile la roccia su cui è incisa una coppella cilindrica, presumibilmente utilizzata in occasione di riti pagani, ed è possibile ammirare un ciclo di affreschi del XV sec. che ritraggono la Passione di Gesù.