Valle Isorno

 Lago di Matogno m.2087

 
 Gita effettuata in data:11-Agosto-2022                                                    

 Partenza da: Agarina m. 1204
 Dislivello totale: m. 776
 Difficoltà: E
 Effettivo cammino h: 4,40

Come arrivare: Percorrere la A 26 sino a Gravellona Toce, proseguire sulla S.S. 33 del Sempione sino all’uscita di Montecrestese. Seguire le indicazioni per Altoggio; superare le frazioni di Giosio, Oro e Naviledo e si arriva ad Altoggio. Prima di entrare nell’abitato, sulla sinistra, prende avvio la strada agro-silvo-pastorale che in circa 10 Km. raggiunge l’alpe Agarina. N.B. Il transito sulla strada per la Valle Agarina è disciplinato da specifico regolamento emesso dal Comune di Montecrestese.

Mi ritrovo nuovamente con Flavio, Gian Mario e Carlo,   propongo di raggiungere il Lago di Matogno in alta Valle Isorno. La Valle Isorno è una delle valli minori della Val d'Ossola, che si dirama presso la località di Montecrestese, inserendosi geograficamente tra la Val Formazza e la Val Vigezzo ed è attraversata dall'omonimo fiume. È stretta e incassata, con pochissimi insediamenti umani tanto da essere definita anche come “ la valle dell’impossibile ″, perché all’imboccatura è talmente stretta e incassata che sembra inverosimile potervi accedere. Dopo l’alpeggio di Agarina si divide in due convalli: a destra la Val Agrasino mentre a sinistra la Valle del rio Nocca che proviene dal lago Gelato. Nella parte alta di quest'ultima si estendono i grandi pascoli dell'Alpe Matogno e della Val Cravariola, che è stata in passato teatro di sanguinose battaglie per il suo possesso. Lasciata l’auto ad Agarina , proseguiamo lungo la nuova strada realizzata per permettere agli automezzi di servizio di raggiungere il cantiere dove è in costruzione una nuova centralina idroelettrica. Percorso un buon tratto della strada, arriviamo al nuovo Ponte Faugiol (h0,40), il vecchio è stato distrutto da una slavina negli anni passati, che valichiamo per poi iniziare a salire lungo la bella ed antica mulattiera che corre alta sul sottostante Rio Nocca, superato un robusto ponte giungiamo in vista del bellissimo e raccolto Alpe Nocca m.1611 (h0,45;1,25).  Lasciato l'alpe Nocca alla nostra destra ci avviamo in salita lungo un bel sentiero che, facendosi strada tra un fitto tappeto di rododendri, si inerpica spietatamente lungo la linea di massima pendenza entrando in un bellissimo lariceto per risalirlo interamente fino a sbucare, al margine superiore del bosco, negli ampi pascoli dell’Alpe Ratagina m.1920 (h1,05;2,30). Dall’alpe il panorama si apre e lo sguardo abbraccia tutte le bellissime montagne, ancora abbondantemente innevate, che fanno da corona alla stupenda conca in cui sono racchiusi i numerosi alpeggi che emergono dai vasti pascoli che, liberati dalla neve, si stanno ricoprendo di un nuovo manto erboso. Dall’alpe ci dirigiamo a destra e iniziamo a percorrere un lungo traverso che, in moderata e costante ascesa, aggira un costone dietro il quale si trova il pianoro su cui sorgono le belle baite dell’Alpe Lago m. 2069 (h0,40;3,10).  Riprendiamo il cammino indirizzandoci verso il sovrastante rilievo che, raggiunto e superato ci permette di raggiungere il Lago di Matogno m. 2087 (h0,05;3,15).Lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi è semplicemente fantastico. Dopo aver scattato la foto di gruppo ed una quantità industriale di altre foto, iniziamo il percorso del ritorno ed iniziamo a scendere in direzione dell’Alpe Matogno, raggiungiamo e superiamo la ex caserma della Guardia di Finanza e continuiamo a scendere lungo i prati. In breve entriamo nei prati dell’Alpe Matogno in cui risultano armoniosamente inserite le baite ristrutturate con cura. Qui incontriamo Gianfranco che riconosce Flavio per averlo già incontrato in precedenti occasioni, dopo aver scambiato quattro chiacchere riprendiamo la discesa, poco dopo sostiamo presso una baita per consumare il nostro pasto. Terminato il nostro pasto  scendiamo in direzione dell’Alpe Nocca che raggiungiamo nuovamente(h0,55;4,10).Qui incontriamo e conosciamo Romano che, molto gentilmente ci invita a bere un graditissimo caffè corretto. Ringraziamo per la cordiale ospitalità e ci avviamo a  ripercorre a ritroso il sentiero che ci riporta all'auto per fare ritorno verso casa (h0,30;4,40). Ci congratuliamo a vicenda per la stupenda escursione effettuata in un ambiente di rara bellezza, poco conosciuto e frequentato a causa del lungo avvicinamento che può avvenire unicamente percorrendo il lungo tratto di strada vietato al transito delle auto non autorizzate.