Basso  Verbano

                                  Anello di Santa Caterina del Sasso  
 Gita effettuata in data:7-Gennaio-2021                             

 Partenza da: Cerro di Laveno m. 183
 Dislivello totale: m.300
 Difficoltà: E
 Effettivo cammino h: 5,30

Accesso stradale: Da Vergiate si prosegue sulla superstrada Vergiate-Besozzo e si raggiunge Laveno da cui si prosegue seguendo la segnaletica che porta in centro al paese di Cerro dove si parcheggia comodamente in Piazza Dante.

 

Il nuovo anno inizia con abbondanti nevicate arrivate fino a quote relativamente basse ma la voglia di calpestare neve, non ancora assestata, è poca inoltre siamo in “ libertà vigilata ” per cui non possiamo varcare i confini regionali pertanto, per inaugurare il nostro anno escursionistico, decidiamo di percorrere un sentiero “ terreno” che ci porterà a visitare le panoramiche sponde del Lago Maggiore. La scelta cade sul giro ad anello che va sotto il nome di Anello di Santa Caterina del Sasso che parte ed arriva a Cerro di Laveno, il piccolo centro un tempo legato all’attività di pesca sul lago. Il percorso si sviluppa lungo la fascia costiera compresa tra Cerro di Laveno e Monvalle. E' un percorso complessivamente indicato con la sigla VVL-C1 sulla classica segnaletica verticale bianco-rossa. Dal Palazzo Parabò di Cerro, sede del museo della ceramica (una delle produzioni manifatturiere più antiche e caratteristiche di Laveno Mombello), si percorre il breve tratto di lungo lago per giungere velocemente a Ceresolo dove si trova l’antica chiesa di San Defendente affiancata dallo svettante campanile romanico. Qui il cartello segnavia ci informa su quanta strada dovremmo ancora metterci sotto ai piedi prima di terminare l’anello, per nulla scoraggiati e animati dal freddo pungente delle prime ore del mattino, attraversiamo la strada provinciale che collega Laveno Mombello ad Angera e ci dirigiamo verso Reno. La vista sul lago e sulle montagne circostanti imbiancate di neve è particolarmente suggestiva e la giornata soleggiata e limpida ci permette di individuare i molti paesi che costellano la sponda opposta. Continuando nel nostro cammino il sentiero, attraverso boschi e prati, scende a Cellina da dove proseguiamo arrivando ad Arolo. Attraversata la provinciale discendiamo la bellissima scalinata che porta al lago che costeggiamo per uscire dal paese e, dirigendoci verso Monvalle affianchiamo la strada provinciale per poi deviare a destra e raggiungere il Sasso Moro, il punto più a sud del lago. Il toponimo di questa bella località deriva dal colore scuro (moro) degli scogli affioranti dalle acque del Lago Maggiore dal Sasso si gode un incantevole panorama sul bacino del lago che ci godiamo mentre consumiamo il nostro pranzo. Terminata la sosta, ritorniamo alla strada statale che attraversiamo per dirigerci verso la parte alta di Monvalle che raggiungiamo percorrendo una serie di tortuose stradine in parte asfaltate e sterrate che attraversano le piccole frazioni di Bosco, Ghirate,  prima di giungere a Leggiuno. Proprio nel centro di Leggiuno sorge il caratteristico campanile romanico e la piccola chiesa dei SS. Primo e Feliciano, fondata prima del IX secolo. Nella chiesa, sono custodite dall’anno 846 d.C. le reliquie dei due santi soldati, martiri sotto Diocleziano. L’edificio ai lati della porta d’ingresso presenta due colonne romane con eleganti capitelli corinzi e conserva sia internamente che esternamente, diverse lapidi e memorie dell’antichità tanto da poter essere considerato un vero piccolo museo. Superata la Parrocchia di Santo Stefano, edificata nel 1620, ci inoltriamo il quella che è una delle zone naturalisticamente più interessanti di tutto il territorio lavenese: la Torbiera per oltrepassarla e raggiungere di nuovo l’abitato di Cerro per far ritorno a Piazza Dante dove, dopo aver percorso quasi venti chilometri, concludiamo questo lungo giro ad anello che ci ha permesso di vedere luoghi che si possono solo intravedere transitando dalla strada che porta a Laveno e che solo a piedi si possono apprezzare per tutte le loro peculiarità.

N.B. Il sentiero è pulito e segnalato nel tratto iniziale, nella seconda metà le segnalazioni sono scarse con rischio di sbagliare, ma non certo di perdersi dati i molti punti di riferimento. Ad evitare problemi è preferibile scaricare sul telefonino la traccia GPS.