Valle Anzasca

 Stabioli-Mondelli-Morghen
(Ripercorrendo i sentieri dei minatori)
 
 Gita effettuata in data: 28-Settembre-2020                                                    "

 Partenza da: Galleria Rio Valle m.845
 Dislivello totale : m.550
 Difficoltà : E
 Durata totale h: 3,30

Accesso stradale: Percorrere la A26 sino a Gravellona Toce, proseguire seguendo la Statale del Sempione, sino all’uscita di Piedimulera, da dove si imbocca la SP549 della Val Anzasca. Percorsi circa 25 km, poco prima di raggiunge la galleria del Rio Valle, si parcheggia in un comodo spazio a bordo strada.

 

Lasciata l’auto, ci incamminiamo per un breve tratto sulla strada asfaltata ritornando verso valle fino ad incontrare, sulla sinistra, l’inizio dello storico sentiero dei “bidoni dell’oro” (segnavia B30), che sale in direzione di Stabioli ( Schtabijei ). Dopo circa 30 minuti di cammino, superata una cappella si raggiunge il poggio su cui sorge Stabioli m.1110, la frazione più orientale di Macugnaga, al confine con il comune di Ceppo Morelli. Qui aggirandoci per i viottoli dell’antico borgo, abitato fin dal 1300 da popolazioni dedite prevalentemente a lavori agricoli e boschivi, che continuarono fino a circa il 1600 quando l’apertura delle miniere d’oro di Pestarena, tramutarono l’attività da agricola a mineraria. Lungo il sentiero si incontra il primo nucleo di una decina di case quasi tutte rimodernate e adibite a case vacanze. Successivamente si raggiunge la Chiesa di San Bartolomeo con la sua piccola torre campanaria, risalente al XVII secolo, con annesso il ridotto “cimitero dei minatori” che custodisce le spoglie degli ultimi abitanti del paese, piccole croci in ferro battuto ricordano l’antica presenza delle famiglie dei minatori che hanno popolato il minuscolo villaggio a partire dal 1600 e stabilmente abitato fino al 2011. Lasciato il caratteristico borgo, in cui un gruppo di amanti del luogo sta lavorando per il recupero dei fabbricati, si incontra il vecchio nucleo ridotto a ruderi in cui rimane ben conservata solo la cappella raffigurante la crocifissione di Gesù. Procedendo verso Mondelli, continuiamo lungo il sentiero che prosegue quasi pianeggiante fino a pervenire al guado sul Rio Mondelli, che fa da spartiacque fra il comune di Macugnaga e quello di Ceppo Morelli, dove possiamo ammirare la spumeggiante cascata formata da un bel salto lungo il rio, molto conosciuto ed apprezzato dai numerosi appassionati del torrentismo che lo considerano un percorso di canyonig molto bello. Ammirata la rumorosa e luccicante cascata con le sue altrettanto belle marmitte, procediamo giungendo in breve a Mondelli (m.1190), la frazione più elevata in quota del Comune di Ceppo Morelli. Nella frazione si possono ammirare: il Mulino ad acqua, la vecchia scuola, l’Oratorio della Madonna della Neve e la stupenda “ Casa degli Specchi ”, abitazione signorile a tre piani riccamente decorata esternamente ed internamente, così chiamata perché il costruttore, Giovan Battista Jacchetti, emigrò in Francia trovando fortuna grazie alla produzione artigianale di specchi: si racconta che, ritornando nella vallata in cui era nato, volle imitare gli sfarzi di Versailles costruendo questo signorile edificio arredandone riccamente gli interni, gli specchi fonte della fortuna di famiglia ricoprono interamente le pareti di una stanza. Di proprietà privata non è visitabile all’interno ma noi ne serbiamo il ricordo avendo avuto la fortuna di poterla vedere, parecchi anni fa, grazie alla disponibilità della proprietaria di allora, tra le altre curiosità vi è un camino su cui è posto un veliero. Da Mondelli ci avviamo in discesa lungo il ripristinato sentiero che va sotto il nome di “stra' d'la pioda” che ripercorre il vecchio tracciato, molto frequentato per secoli ed abbandonato da quando Mondelli fu raggiungibile con la carrozzabile, più di 30 anni fa. Il ripido e scosceso sentiero ci permette di raggiungere velocemente la frazione di Campioli (m.834), già sede dello stabilimento minerario per la lavorazione del minerale aurifero. Procediamo lungo la strada che raggiunge gli stabilimenti e limbocco della miniera al Ribasso Morghen con la vicina cappelletta dedicata a Santa Barbara. Il Ribasso era nato come scolatoio dell’acqua, il passaggio è stato poi attrezzato con i binari su cui passavano i carrelli con i minatori che entravano ed uscivano ed il minerale aurifero da mandare allo stabilimento di Campioli. Superati gli ultimi edifici, il percorso torna a salire lungo una strada inizialmente asfaltata che dopo pochi metri diventa sterrata da cui con una deviazione si raggiunge: prima la Cappella sotto Morghen e successivamente il Morghen m. 991, antico spartiacque fra la Valle Anzasca e la Valle di Macugnaga, con la sua ben curata chiesetta del 1693 dedicata a San Domenico. Ora non rimane che proseguire sulla vecchia mulattiera della Valle Anzasca, tracciata nel XV secolo e che fino a metà del 1800 era l’unica strada per raggiungere Macugnaga da Piedimulera: “ Strà Granda ” che segue il corso dell’Anza. Superato un fitto bosco di conifere, raggiungiamo il Ponte del Vaud (in origine conosciuto come ponte del Morghen e solo in seguito assunse la denominazione Vald, molto probabilmente dal tedesco ‘Wald’, bosco, poi divenuta l’attuale Vaud). Attraversato il ponte sul Torrente Anza, risaliamo sulla sponda opposta dove incontriamo l’Oratorio dell’Angelo Custode fronteggiato dalla croce datata “ 1769 , il cui basamento è costituito da una grezza macina di molinone. Ritornati sulla strada statale, non resta che percorrere in discesa la strada asfaltata e, superata con attenzione la galleria paravalanghe, raggiungiamo lo slargo in cui abbiamo parcheggiato chiudendo in tal modo l’anello di questa suggestiva escursione che ci ha portato a camminare lungo i sentieri della fatica utilizzati dai minatori che, in ogni stagione ed in qualsiasi condizione meteo, si recavano quotidianamente al lavoro presso le miniere d’oro di cui è ricco il territorio della zona di Pestarena. Ben visibili sono rimasti i segni dell’attività estrattiva legata all’Oro del Monte Rosa, che per secoli ha rappresentato la principale fonte di sostentamento delle popolazioni locali e che si è sviluppato fino alla fine degli anni 60.

CURIOSITA’

Stabioli ebbe sempre una popolazione di lingua italiana, nonostante poco sopra l'immigrazione teutonica era sempre più frequente. Qui passava un importante ramo della strada anzaschina, dal Ponte del Vaud, invece di proseguire per
Macugnaga, si deviava a destra e attraverso Stabioli, Mondelli e il passo omonimo, si raggiungeva la Valle di Saas. Nel 1400 vi abitavano 6 famiglie e nella metà del 600 sono 8 e tra queste anche quella del notaio "Johannes Pireti de Stabiolis". Con l'apertura delle miniere di Pestarena arrivarono nei secoli successivi numerose famiglie di minatori, e il vecchio cimitero è chiamato appunto il Cimitero dei Minatori.

 PER APPROFONDIMENTI sulle miniere d’oro del Monte Rosa  vedere:www.fglidellaminiera.com