Valle Vigezzo

                                    Alpe Pescia ( Anello )  
 Gita effettuata in data:28-Ottobre-2020                             

 Partenza da: Masera Fraz. Ranco m. 495
 Dislivello totale: m. 1106
 Difficoltà: E
 Effettivo cammino h: 4,30

Accesso stradale: Percorrere la A 26 fino a Gravellona Toce, proseguire sulla S.S. 33 del Sempione sino all’uscita di Masera, Val Vigezzo , all’inizio della valle svoltare a sinistra, entrare in Masera e raggiungere il Municipio. Sulla destra ha inizio Via Veriago, che si risale seguendo le indicazioni per Onzo / Pescia sino a che si perviene alla frazione Ranco, nei pressi dell’Oratorio di San Rocco si parcheggia l’auto.

Lasciata l’auto nel parcheggio antistante l’Oratorio di San Rocco, che al suo interno custodisce preziosi affreschi del 1402, ci immettiamo sulla strada consortile che sale all’Alpe Pescia e la percorriamo fino ad incontrare i segnavie che indicano i sentieri per raggiungere l’alpe. Per compiere il giro ad anello, decidiamo di seguire il percorso A08 che sale a destra immettendosi nel bosco che ha assunto l’aspetto autunnale. La mulattiera risale il versante e superato il Rio Fascicolo si giunge al punto panoramico dell’Alpe Prai da cui si ha una prima bella veduta sul fondovalle. Continuando a seguire la mulattiera, si raggiunge la radura erbosa su cui sorge l’Oratorio di San Giovanni Battista (m.900). l'oratorio si trova a metà costa sulla montagna, straordinariamente ampio era meta di frequenti processioni propiziatorie, contiene preziosi affreschi; la tradizione vuole che la sua costruzione sia originata da un voto degli abitanti in occasione del formarsi di un enorme frana nella località ove venne costruito l'oratorio; di fatto questa frana non progredì. Dopo una breve sosta nell’adiacente area attrezzata con panche e tavoli, continuiamo nel cammino indirizzandoci lungo il sentiero estivo che, scorrendo in un caleidoscopio di colori, raggiunge il termine della strada asfaltata in prossimità dell’Alpe Fornale (m.1153). Lasciato il corposo nucleo di baite, tutte ben tenute e modernamente ristrutturate, proseguiamo sempre sul percorso ben segnato e perveniamo in località Alpe Pescia ad Ghign (m.1325) dove sono ben evidenti i danni procurati dalla recente tempesta che ha colpito la zona. Il nostro cammino continua e, raggiunto il bivio sulla strada asfaltata (m.1405), proseguiamo sulla destra e raggiungiamo le prime baite dellAlpe Pescia (Curt sui Mot m.1447). Qui il paesaggio è incantevole, fra i larici dorati spicca l’ordinata cappella dell’alpe circondata dalle baite ben ristrutturate e lo scenario che ci si para davanti è particolarmente suggestivo. La giornata tiepida e con un clima ancora quasi primaverile, invoglia alla sosta prolungata e, dopo aver gironzolato per l’alpe prendendo visione delle belle baite ristrutturate con cura, ci accomodiamo al sole per consumare il pranzo. Terminato il rifornimento riprendiamo il cammino e ci dirigiamo in discesa seguendo ora le indicazioni del sentiero A06 per far ritorno a Ranco. Il percorso è da noi conosciuto in quanto percorso più volte con le ciaspole quando una spessa coltre di neve ricopre il suolo donando alla zona un fascino particolarmente suggestivo. Abbandoniamo il bellissimo alpeggio e, seguendo il sentiero, ci immettiamo nel bosco multicolore che ci porta a raggiungere l’Alpe Mulera (m.1272), altro bellissimo alpeggio, e proseguendo lungo il sentiero che a tratti interseca la strada asfaltata, si entra nel bosco che non finisce di stupirci con i suoi colori, superiamo l’alpeggio di Fobello e ci ritroviamo alla cappella di S.Antonio che riporta una originale invocazione scritta su di una parete. Continuando nel cammino perveniamo ad Avonso e al piccolo Lago di Onzo, ancora pochi passi e ci ritroviamo alle indicazioni seguite in salita da cui in breve si ritorna nuovamente alla frazione di Ranco dove chiudiamo l’anello di questa stupenda gita che ci ha portato a camminare su sentieri ancora ben mantenuti nella meravigliosa Val Vigezzo che, in una giornata come quella di oggi permette di comprendere il motivo per cui è definita la valle dei pittori che già dal 600 ha ispirato generazioni di artisti paesaggisti.