Basso  Verbano

                                  Cocquio Trevisago-Forte di Orino  
 Gita effettuata in data:17-Dicembre-2020                             

 Partenza da: Caldana/Carnisio m. 360
 Dislivello totale: m.790
 Difficoltà: E
 Effettivo cammino h: 5,00

Accesso stradale:
 Da Vergiate si prosegue sulla SS 629 sino a Besozzo da cui si raggiunge Cocquio Trevisago, per poi proseguire sino alla località Carnisio dove si parcheggia nei pressi della chiesa di Santa Maria.

Lasciata l’auto, ci incamminiamo giungendo in breve nell’abitato di Caldana che attraversiamo salendo verso monte seguendo la chiara segnaletica che indica il sentiero 317 e l’inizio del “ sentiero delle sculture ”. Si percorre la strada San Bernardo, (da cui si ha una splendida vista sulle Alpi Ossolane e sul Monte Rosa) poi, lasciando il paese ed affiancando giardini e prati si perviene a Cerro (m.464), uno dei borghi più caratteristici di Cocquio Trevisago. L’abitato raccolto attorno alla via principale offre preziose testimonianze di edifici rustici che conservano inalterati scorci, case e cortili d’altri tempi, (una finestra sul mondo contadino di circa duecento anni fa). Percorrendo la stretta via Principe Umberto si attraversa il piccolo nucleo abitato (nel cui centro sorge la Chiesetta, risalente alla fine del 1600, dedicata all’Annunciazione di Maria Vergine, S. Bernardo e S. Antonio Abate), fino ad intercettare il sentiero 317 del Parco Campo dei Fiori. Abbandonato il selciato entriamo nel magico bosco dove le stupende sculture realizzate da Sergio Terni, un artista del luogo che con passione ha realizzato negli anni una vera e propria esposizione a cielo aperto accompagnano il cammino che inizia con la bella scritta, “ Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco ”, a cui fa seguito la maschera del guardiano del bosco incisa in un ceppo. Le artistiche sculture si susseguono nel tratto pianeggiante e lungo il percorso si incontrano il Guardiano del Bosco, la Strega del Cerro, la Vipera, il ragno, lo scoiattolo, la Dea Berta, lo gnomo, il gufo e alla fine del piccolo tragitto l'elfo con la sua lanterna con accanto il fungo colorato. Purtroppo a questa scultura, per espresso volere dell’artista, non ne seguiranno altre e termina così il sentiero che ha creato tante discordie. Continuando in leggera salita incontriamo i residui della recente nevicata e poco dopo il sentiero è interrotto, in quanto le piante cadute ne impediscono il transito in sicurezza, per cui veniamo deviati sul vicino sentiero che continua in direzione del Forte di Orino offrendoci particolari scorci panoramici. Progredendo risaliamo il lungo traverso dove calziamo per sicurezza i ramponcini per non scivolare sulla neve, già compattata dai precedenti passaggi. Siamo arrivati sul costone che percorso per un breve tratto ci permette di raggiungere la cima denominata “ Forte di Orino ” (m.1139), il piazzale fortificato appartenente alla “Linea Cadorna” rappresentante un ottimo punto panoramico tra i più significativi tra quelli che si trovano nel territorio della provincia di Varese. Da questo punto lo sguardo non incontra ostacoli che impediscano la visione di un panorama circolare completo e la vista, oggi purtroppo disturbata da una grigia coltre di nuvole, spazia dalla zona sud nella quale è possibile ammirare il lago di Varese, il lago di Comabbio, il lago di Monate e il lago Maggiore, fino alla zona nord con la vista sulle montagne d'intorno e sulle più lontane cime alpine e prealpine fino agli Appennini Liguri. Dopo la sosta ristoratrice e la classica foto ricordo, ci incamminiamo sulla via del ritorno che effettuiamo percorrendo a ritroso lo stesso percorso seguito in salita fino a tornare di nuovo a Cerro dove, sulla parete di una casa contempliamo un’altra delle sculture realizzate da Sergio Terni, una statua in legno raffigurante “ San Bernardo e il Ciapin ”. L’opera, che ha impreziosito l’abitato, è la prima del progetto che prevede la realizzazione di un museo a cielo aperto con la creazione di un percorso culturale fra arte, fede, storia e tradizione che permetterà al visitatore di conoscere il passato di questo antico villaggio. Visitando la piccola chiesa abbiamo l’opportunità di vedere l’ultimo lavoro dell’artista che, in tema natalizio, ha realizzato un bellissimo presepe.

Lasciamo il paese e soddisfatti della bella escursione percorriamo l’ultimo tratto di percorso che ci riporta all’auto, fantasticando già sulla prossima uscita.