Valle Ossola

Trontano e dintorni

 
 Gita effettuata in data: 17-Settembre-2019                                                    

 Partenza da: Masera  m.300
 Dislivello totale : m.490
 Difficoltà : E
 Effettivo cammino h: 4,00

Come arrivarci: Percorrere la A 26 fino a Gravellona Toce, proseguendo sulla S.S. 33 del Sempione sino all’uscita di Masera, Val Vigezzo. Giunti all’inizio della salita che porta in Val Vigezzo, si parcheggia negli appositi spazi a sinistra.

Dopo un lungo periodo di inattività è arrivato il giorno del mio rientro in compagnia e per festeggiare l’avvenimento, gli amici, consapevoli della mia mancanza di allenamento, hanno pensato ad una gita adatta a me con un limitato dislivello e senza problemi particolari. Hanno pensato di farmi compagnia nel visitare il piccolo borgo di Trontano circondato dalle sue frazioni. Trontano, affacciato sulla piana di Domodossola è considerato la “ culla del Prünent ”, il più antico clone locale del Nebbiolo tradizionale il cui nome deriva dal riferimento al sapore di prugna e/o alla nebbia (pruina) che caratterizza la tarda maturazione autunnale. Ottenuto da uve omonime vinificate in purezza e provenienti da antichi vigneti situati nelle zone di Pello e Trontano, scritture risalenti al 1309 testimoniano la presenza in valle di questo raro vitigno. Lasciata l’auto iniziamo a camminare utilizzando per quanto possibile la vecchia mulattiera che, tagliando i tornanti della carrozzabile, risale i ripidi terrazzamenti caratterizzati dall’uva Prϋnent, coltivata sulla tradizionale “ Toppia ”, la pergola sostenuta da arcaici manufatti in pietra locale. Le vigne, cariche di grandi grappoli neri che pendono dai tralci pronti a essere raccolti, sono un vero spettacolo e quasi senza accorgersene raggiungiamo Pello. Questa parte di territorio è caratterizzata da un paesaggio che assomiglia ad un puzzle di vigneti. Aggirandoci fra le viuzze del bel paesino, curiosiamo tra i vigneti che qui sorgono tra le vecchie case di sasso e al termine della visita ci dirigiamo verso Creggio (m.400), dove si trova l’imponente torre, detta di Fra Dolcino, l’eretico capo del movimento degli "apostolici" condannato al rogo, citato da Dante nella sua Divina Commedia che lo inserisce nella bolgia infernale di seminatore di discordie e scismatici. La leggenda vuole infatti che sia nato o si sia rifugiato, le fonti sono discordanti a proposito, proprio nella Torre di Creggio. In realtà è una torre di segnalazione realizzata per colmare uno degli spazi di quella catena di torri di segnalazione che segue tutta la piana della Val d’Ossola, fu danneggiata nel '400 e poi risistemata per volontà di Ludovico il Moro dopo la battaglia di Crevola del 1487. Dalla vecchia torre, ora di proprietà privata, un ripido sentiero sale fino a Trontano (m.520). Superato l’Oratorio di San Leonardo, si sale a destra e si raggiunge la caratteristica frazione Castello. Così è chiamata una delle frazioni del capoluogo, composta da case in pietra per la maggior parte abitate e nella quale un edificio medioevale fu la residenza dei Conti de Salatis dal XIII secolo. Abitato fino agli anni ’90, è oggi vuoto. Dall’antica frazione, entrando fra le case, si raggiunge l’inizio del sentiero che entra in un fitto bosco e, percorso circa un chilometro, raggiunge l’antico lavatoio di Casgnola (una memoria storica di cui è in atto il restauro conservativo). Qui in passato, nei mesi invernali, essendo il luogo alimentato da una sorgente di acqua calda, si recavano le donne per fare il bucato. Osservate la caratteristiche vasca e i lavori in corso, ritorniamo sui nostri passi e raggiungiamo di nuovo Trontano dove sostiamo presso la Trattoria della Stazione per consumare il nostro pranzo. Al termine ci incamminiamo lungo la vecchia mulattiera che inoltrandosi fra le case, attraversa i nuclei di Ventriago e Cocco, raggiunge la strada asfaltata da cui si scende a superare alla ferrovia.  Attraversati i binari si scende al ponte sul Rio Graglia, raggiungendo la localitàI Mulìt”, per la presenza di una serie di antichi mulini in pietra, oggi in parte restaurati e trasformati in un museo all’aperto. Erano i mulini utilizzati nel passato per la macinazione della segale, ingrediente base per la produzione del tipico pane nero. Da qui, seguendo la strada asfaltata, facciamo rientro a Trontano e dopo una sosta ristoratrice per reintegrare i liquidi persi ( oggi giornata molto calda con temperature estive ) ci incamminiamo lungo la strada che abbandoniamo a tratti per seguire il sentiero che interseca la strada asfaltata e ammirando altri numerosi vigneti, facciamo ritorno a Masera.

Al termine di questa bella camminata “ riabilitativa ”, ringrazio gli amici che con pazienza mi hanno accompagnato e sostenuto nel percorrere strade, mulattiere e sentieri che ci hanno permesso di riscoprire un mondo antico ma ancora di attualità.

Link:http://www.comuniterrae.it/comune/trontano/