Alto Verbano

Caprezzo-Monte Turrioni ( Anello )

 
 Gita effettuata in data : 20-Marzo-2019                                

 Partenza da: Caprezzo m.522
 Dislivello totale m : 708
 Difficoltà : E
 Durata itinerario h: 4,00

Come arrivare: Da Verbania si sale a Cambiasca e si prende a destra in direzione Valle Intrasca. Prima di raggiungere Ramello, a sinistra si trova la deviazione per Caprezzo.


Caprezzo: paese dell’entroterra verbanese è, la porta delle “Stelle” del Parco Nazionale della Val Grande, attraverso la quale si entra in una pineta ampia che si estende sino ai 1500 m del Rifugio di Pian Cavallone. L’itinerario odierno si sviluppa
lungo i sentieri che gli abitanti della Comunità di Caprezzo hanno percorso per secoli salendo agli alpeggi fra suggestivi boschi e nella maestosa pineta che si stende sui fianchi settentrionali della val Ganna, dove si incontrano alpeggi ristrutturati come residenze per i fine settimana, accanto ad altri in completa rovina. Dal parcheggio dopo la chiesa seicentesca di San Bartolomeo salire lungo la strada e superato il
"Circolo di Caprezzo" seguire Via Intragna e poi lungo la via selciata in pietra di Via delle Fonti si attraversa il centro storico rimanendo piacevolmente sorpresi dai restauri urbanistici che hanno sapientemente conservato gli angoli più caratteristici del paese in cui si possono ammirare in successione due antichi lavatoio perfettamente conservati (Alcorte e Barborina), fatti costruire nel 1885 dal Cavalier Pietro Verazzi, benefattore, così come riporta una scritta su un riquadro di intonaco, che purtroppo va sparendo, su un pilastro del lavatoio Alcorte. Nel centro del paese è ancora esistente il grande fabbricato che un tempo ospitava la latteria sociale, fondata nel 1876 e attiva fino al 1961. All’esterno dell’edificio è ancora visibile la ruota idraulica in ferro che, sfruttando la forza dell’acqua del Rio Furignone, faceva ruotare all’interno la zangola del burro. Si prosegue lungo l'itinerario ben segnalato che sale a Piazza Maddalena dove, tra le abitazioni modernamente ristrutturate ne è rimasta una, Cà Burùss, a ricordare come un tempo le case fossero prevalentemente a vocazione rurale con tetti in piode, balconi in legno e ripide scalinate. La casa risalente al 1600, è considerato il miglior esempio di architettura che un tempo caratterizzava il panorama dei borghi montani, si presenta con tre ordini di loggiati lignei sovrapposti che costituiscono una curiosa ed elegante prospettiva. Lungo una scalinata selciata risaliamo tra le case seguendo le indicazioni per Ad Vel, si raggiunge un bivio dal quale pieghiamo a sinistra e, superata la condotta forzata che alimenta la centrale idroelettrica di Ramello si fiancheggia Villa Boffa, oggi proprietà dei Signori Matten. La villa, posta in alto rispetto al paese, venne fatta costruire dal Conte Orsetti nell’800 come tenuta di Caccia. Superata la villa si entra in un bellissimo castagneto e seguendo tutte le pieghe della montagna, superiamo diverse vallette, passando sotto i ruderi di Suè (m. 754) si prosegue nel bosco sino ad arrivare all’Alpe Ör Rus o Mon Rus (m. 862) dove si trovano alcune baite modernamente ristrutturate. Continuando a seguire il ben segnato sentiero, si raggiunge l'alpe Ad Vel (m.944), stupendo balcone panoramico. La sosta, ed una foto di gruppo, alla caratteristica cappella a quattro nicchie è d'obbligo: girovagando per i prati si scoprono scorci incantevoli sul Lago Maggiore e sulle montagne della Val Grande. Lasciato l’alpe, per allungare il cammino, si esce a destra seguendo l’ampio sentiero che con un ampio giro porta a raggiungere la strada asfaltata che percorriamo in salita raggiungendo l’area attrezzata della Cappella Porta (m.1060), luogo di partenza per le salite al rinomato Pian Cavallone, e dove sostiamo per consumare il nostro pranzo. Dal piazzale si prende il sentiero a lato del piccolo fabbricato di servizio, e in una quindicina di minuti si raggiunge la cima del Monte Turrioni , la montagna delle stelle ” (m.1108) un luogo di grande fascino famoso per l'osservazione notturna delle costellazioni celesti e per il panorama sul Lago Maggiore e sulla Valle Intrasca. Dal bel poggio, anziché tornare sulla via seguita in salita, scendiamo sul lato opposto in direzione dell’Alpe Pont e delle sue belle baite perfettamente ristrutturate. Si segue per un tratto la strada asfaltata fino ad arrivare al tornante da cui inizia il sentiero che ritorna a Caprezzo. Scendendo nel bosco si giunge all’Alpe Tremesino con la sua cappelletta e successivamente se ne incontreranno altre tre, suggestive testimonianze di una passato di devozione e di arte, tra cui la settecentesca Cappella della Santissima Trinità che sorge in località Bagnala. E’ detta “ Gesòo d’Bagnala ” che in dialetto sta ad indicare una cappella con altare. Continuando sulla mulattiera, invasa da un alto strato di foglie, si fa ritorno a Caprezzo. Qui effettuiamo una sosta presso il locale Circolo dove conosciamo il cortese Sig. Giancarlo che, unitamente alla moglie, gestisce anche la Bottega “ di una volta ”. Il simpatico Giancarlo, mentre ci serve da bere, ci intrattiene raccontandoci aneddoti riguardanti il paese e la sua storia. Il Circolo è un ambiente molto ben tenuto, con un grande sala da pranzo e una bellissima zona bar dove Giancarlo intrattiene, con cordialità e molta cortesia gli avventori, mettendoli a proprio agio in un ambiente familiare, un esercizio che ha destato la nostra grande sorpresa e che, trovandosi in zona, consigliamo di frequentare. Terminata la sosta, scattata una foto ricordo con Giancarlo, salutiamo e lasciamo il locale in cui ci siamo ripromessi di tornare per gustare la loro cucina tradizionale.