Parco Capanne di Marcarolo

Sentiero della Pace  
 Gita effettuata in data:30-Marzo-2017                                                    

 Partenza da: Mulino Nuovo m. 700
 Dislivello totale: m.244
 Difficoltà: T
 Effettivo cammino h: 2,00

Come arrivare: Dall'autostrada Gravellona - Genova si esce al casello di Masone e si seguono le indicazioni per Campo Ligure. Arrivati al paese si svolta a sx per Capanne di Marcarolo (sp 165) fino ad arrivare al luogo di partenza.

Si tratta di un percorso ad anello di circa 6 Km, nato per ricordare l'eccidio partigiano avvenuto nella primavera 1944, che segue il “sentiero della libertà. Una passeggiata che consente di effettuare un viaggio nella storia, nei luoghi in cui trovarono rifugio i partigiani durante la lotta al nazifascismo. Lungo il percorso sono stati predisposti 8 pannelli illustrativi sulla storia partigiana della Benedicta e che, più in generale, accompagnano il visitatore lungo un percorso storico e sociale dedicato al tema della pace dal Trattato di Westfalia ad oggi. Il sacrario della Benedicta è un'antica grangia cistercense, trasformata successivamente in cascina e diventata tristemente famosa durante la seconda guerra mondiale. Nell'aprile del 1944 fu teatro di una triste pagina della storia dell'Italia, qui persero la vita circa 150 partigiani e le forze nazifasciste rasero al suolo la struttura.

La partenza ufficiale di questo breve percorso ad anello è presso i ruderi della Cascina Benedicta, ma essendo noi alloggiati presso il Mulino nuovo, partiamo da qui. Lasciamo il Mulino e, abbandonato lo sterrato, ci dirigiamo a sinistra seguendo il sentiero che inoltrandosi nel bosco segue il corso del Rio Mulino che scorre lento sotto di noi. Dopo un breve percorso si raggiunge il Mulino Vecchio, costruito nel 1500, in sostituzione di un primo mulino i cui resti sono ancora visibili poco più sotto, e per lungo tempo costituì un importante punto di riferimento per gli abitanti di Capanne di Marcarolo, che vi conferivano le loro modeste produzioni di cereali e castagne per la macinazione. Rimase in attività fino al 1958, quando la ruota fu asportata e trasferita al Mulino Nuovo, che, a sua volta, continuò l'attività fino al 1960, oggi ristrutturato ospita l'Ostello del Parco della Pace. A poca distanza sono ancora visibili le opere idrauliche di derivazione e regimazione delle acque e la copertura in scandole in legno di uno dei locali accessori. Il sentiero, molto ampio e sempre ben segnato, prosegue nel bosco sino a raggiungere il guado sul Rio della Benedicta che superiamo agevolmente arrivando ad una prateria in cui numerosi cespugli di bianco spino fanno da coreografia alla bella vista panoramica che si ha sul Monte Tobbio e il Monte delle Figne, le cime più alte del Parco. Dall’area di sosta si raggiunge la provinciale dove si trovano i resti della Cascina Benedicta poco più in basso, nel luogo in cui 94 partigiani catturati durante il rastrellamento del 6 aprile 1944 vennero fucilati e sepolti in fosse comuni, sorgono la cappelletta ed il sacrario a ricordo del tragico avvenimento. Proseguendo si raggiunge la neviera della Benedicta, rivestita in pietra e scavata nel terreno per una profondità di circa 5 metri, originariamente chiusa da un tetto a volta, oggi crollato. Dopo un tratto in salita nel bosco, si raggiunge la Cascina Pizzo, recentemente ristrutturata, che ospita il Centro di Documentazione del Parco della Pace. Dopo averla costeggiata per un tratto, il sentiero si immette sulla Strada Provinciale in corrispondenza della località “I Foi”, toponimo dialettale giustificato dalla presenza di una bella faggeta, e prosegue sulla sinistra, imboccando una pista forestale in discesa di semplice percorrenza che ci porta di nuovo a raggiungere il punto da cui siamo partiti: il Mulino Nuovo.

Bel percorso ad anello su sentieri ben segnalati adatto a tutti di notevole interesse storico, la presenza di pannelli esplicativi richiede un tempo di percorrenza di almeno due ore, ma è bene prevedere una sosta più lunga: è infatti consigliata la visita al Sacrario, che ricorda tutti i caduti in seguito agli eventi tragici della Benedicta, all'area delle “Fosse dei Martiri”, dove i partigiani catturati durante il rastrellamento del 6 aprile 1944 vennero fucilati e sommariamente sepolti in fosse comuni, e ai ruderi della Cascina Benedicta, valorizzati grazie a un intervento di recupero, restauro e consolidamento finanziato dalla Regione Piemonte.

Per maggiori informazioni vedi: http://www.benedicta.org/sito/pages/territorio/parcopace.htm