Alto Verbano

Anello della SS Trinità-Ghiffa-

Partecipanti:
 Gita effettuata in data:11-Gennaio-2015                                                   

 Partenza da: Caronio m.494
 Dislivello totale: m. 350
 Difficoltà: E
 Effettivo cammino h: 4,00

Come arrivare: Da Verbania, superato labitato di Intra, proseguire sulla SS34 del Lago Maggiore in direzione della Canottieri Intra. Superato il ponte sul Torrente San Giovanni, si gira a sinistra e si sale lungo la rotabile: superato Cargiago si perviene al piccolo paese di Caronio dove si lascia l’auto.

 

Lasciamo Caronio ( il cui nome è dovuto alla zona ricca di molte vene di acqua cristallina e che in celtico ha il significato di “ sopra le acque ” ), e risaliamo brevemente  lungo la strada asfaltata sino a raggiungere il ponte che valica la Val Ballona, dove scorre l’omonimo rio che ha origini sotto Pian di Sole in località “ bolle di Pian Quagèe ”. Fin dall’antichità il rio Ballona delimita il confine fra i paesi di Cargiago e Arizzano, per poi immettersi nel Lago Maggiore in regione “ La Selva ”. All’inizio del ponte, saliamo a destra per raggiungere la condotta forzata che, entrando in profondità nella valle, perviene alla presa di captazione dell’acqua e continuando nella salita, raggiungiamo la Cappella del Monte, dedicata alla Sacra Famiglia ed eretta intorno al 1857. Dalla cappella, pieghiamo a destra, e continuiamo nel nostro cammino immettendoci sul Sentiero Archeologico, percorso un breve tratto, raggiungiamo un grosso masso su cui sono ben evidenti un gran numero di coppelle, dalla tipica forma emisferica, scavate nella roccia.  Procedendo giungiamo in una zona in cui sono visibili i ruderi di antiche costruzioni e proseguiamo facendo attenzione a non essere investiti dai numerosi bikers che percorrono i sentieri della zona. Giunti al bivio del sentiero N° 18, continuiamo per Usceno m.695 qui sorge una solitaria baita con un grande dipinto sulla parete, andiamo avanti nel fitto bosco di castagni e raggiungiamo Pollino m. 759 dove risalta una simpatica scritta di benvenuto. Seguendo le indicazioni del segnavie N° 18, ci dirigiamo verso il belvedere dove si erge la grande antenna del ripetitore m. 788, purtroppo la mattina presenta una copertura di nebbia bassa che ristagna sul lago e impedisce di gustare appieno il notevole panorama che si stende sotto e di fronte a noi. Lasciato il ripetitore, ci incamminiamo in discesa e, continuando a seguire le indicazioni del sentiero N 18 raggiungiamo la depressione del terreno in cui intuiamo che dovrebbe esserci quello che, sulle cartine, viene definito  come il Laghetto delle Streghe, ma dato il periodo siccitoso, si presenta asciutto e si intuisce a fatica l’avvallamento in cui è collocato. Continuando nella discesa ritorniamo al Bivio per Usceno, superato in salita, e scendiamo a sinistra in direzione della SS Trinità. Il sentiero non è in ottime condizioni e va percorso con cautela facendo attenzione alle numerose foglie che nascondono i sassi smossi, raggiunta la cappella della Sabbia Rossa m.640, scendiamo ancora sino ad immetterci sul largo sterrato che ci conduce al piazzale del Santuario della SS Trinità. Nel frattempo il vento ha spazzato la coltre nebbiosa che stagnava sul lago e dal balcone su cui sorge il complesso devozionale si gode di un panorama di prim’ordine ed il Lago Maggiore appare in tutta la sua luminosità. Ammiriamo la chiesa della Santissima Trinità, il bel porticato della Via Crucis arricchito da pregevoli formelle policrome in gesso, raffiguranti i vari episodi della Via Crucis e a seguire osserviamo la cappella dell'Incoronazione della Beata Maria Vergine, la prima ad essere edificata nel 1647. Al suo interno, otto nicchie semicircolari contengono altrettante figure policrome in terracotta rappresentanti profeti e dottori della Chiesa, mentre l'abside ospita la composizione policroma in terracotta che propone il tema trinitario dell'Incoronazione di Maria Vergine. Seguono la cappella di san Giovanni Battista e la cappella di Abramo. Terminato di scattar foto raggiungiamo l’area attrezzata, poco discosta dal santuario, dove ci accomodiamo per pranzare. A ristoro avvenuto ci ricarichiamo sulle spalle i nostri alleggeriti zaini e risaliamo lungo la pista forestale sino a giungere al Porale ( Puràa ) m. 470 dove una cappella, costruita dai vecchi nel bosco, ha costituito e costituisce ancora il fulcro della devozione popolare alla Madonna di Re. Dalla cappella la strada diventa pianeggiante e scorre veloce nel bosco misto di latifoglie che dal lago sale a coprire le pendici del Monte Cargiago. L’ultimo tratto di percorso offre la possibilità di  gustare mirabili scorci panoramici sull’alto lago, su Intra e sui soleggiati paesi disseminati lungo la strada che sale a Premeno. Con ancora negli occhi questi panorami da cartolina, ritorniamo  a Caronio dove ci immettiamo di nuovo sulla strada asfaltata e percorsi pochi metri raggiungiamo il parcheggio dove abbiamo lasciato le auto.

 

Per saperne di più: http://www.sacromontedighiffa.it/