Valle Cannobina

Alpe Pluni m.1461

Partecipanti:
 Gita effettuata in data:24-Febbraio-2014                                                    

 Partenza da: Finero m. 879
 Dislivello totale: m. 582
 Difficoltà:E
 Effettivo cammino h: 4,30

Come arrivare: Percorrere la A 26 sino a Gravellona Toce, continuare sulla S.S. 33 del Sempione sino all’uscita di Masera da dove si sale per la SS 337 della Valle Vigezzo fino al paese di Malesco. Seguendo la deviazione per Finero, si prosegue lungo la statale della Valle Cannobina sino a pervenire al paese dove si parcheggia negli appositi spazi sottostanti alla chiesa.

In questo nevoso inverno, se ci si vuol muovere a media quota, è giocoforza recarsi sulla neve in luoghi che non presentino pericoli di sorta dato le comunque elevate ed anomale temperature. Per andare sul sicuro, ritorniamo all’Alpe Pluni già visitato in varie occasioni ma mai in veste invernale e che di sicuro assicura un bel tragitto ed un innevamento consistente. Parcheggiata l’auto nei pressi della chiesa parrocchiale, scendiamo per un breve tratto la strada della Cannobina sino a raggiungere la Colonia di Somma Lombardo “ la Casa Montana del Sacro Cuore ″ da dove, sulla sinistra, prende avvio la bella mulattiera, che, innalzandosi alla periferia del villaggio, percorrere il versante sud della Costa della Colmine e, entrando nel vasto bosco di pino silvestre, risale la valle di Creves per raggiunge la panoramica sella, a cavallo tra la Val Vigezzo e la Val Cannobina, su cui si ergono le baite dell’Alpe Pluni m. 1461 (h2,30 ) indicato sulle carte come Alpe Polunia. Dopo un tratto di mulattiera privo di neve, la situazione appare come ce la eravamo immaginata: la neve è tanta e per nostra fortuna la pista è già abbondantemente battuta ( per questo ringraziamo Augusta, Tim, Patrik, Raf e compagnia ) che saliti nei giorni scorsi ci hanno preparato il terreno. Salendo si gode di una bella panoramica su Finero, ancora abbondantemente innevato, e ci inseriamo nel bosco dove il sole fa capolino fra i rami di pino silvestre, in lontananza ci appare la nostra meta. Dopo aver risalito, per un buon tratto senza ciaspole, la lunga dorsale, raggiungiamo la zona dove la neve al suolo è ancora di un notevole spessore e decidiamo che è meglio calzare le ciaspole anziché portarle appese allo zaino. Il percorso invernale raggiunge il tratto in falsopiano e piega a sinistra per compiere un ampio giro che ci porta a raggiungere il crinale posto tra le valli dei torrenti Cannobino e Melezzo dove è posto l’alpeggio di Pluni che ci appare ancora quasi completamente ricoperto dalla neve e le baite danno l’impressione di assomigliare a degli igloo. L’alpeggio sorge in una posizione straordinaria da cui si gode di uno dei più bei panorami della Valle Cannobina; la vista, dominata dal Monte Gridone, spazia verso il vallone di Finero da una parte e verso la Valle Vigezzo e Centovalli dall’altra. Ci aggiriamo fra gli igloo e per conservare il ricordo di questo eccezionale spettacolo, scattiamo un gran numero di foto riprendendo la scena da tutte le posizioni. La baita dell’alpe adibita a bivacco sempre aperto a disposizione degli escursionisti, è praticamente sepolta sotto una gran quantità di neve e l’unico accesso possibile è stato reso agibile dalla buona volontà di Tim che nel corso della sua precedente salita, ha provveduto a scavare un buco che, con le dovute cautele, permette l’ingresso. Ci accomodiamo nell’unico punto non coperto dalla neve, il trave di sostegno del tetto del bivacco, e consumiamo il nostro meritato pasto che condiamo con la vista della innevata baita dell’Alpetta e di un panorama di primordine. Al termine ci riportiamo presso le baite per scattare la foto ricordo, che conserveremo gelosamente e, visto l’elevata temperatura, per non correre rischi ci rimettiamo in cammino ricalcando le stesse orme lasciate al mattino. La neve si va sciogliendo in superficie e la discesa risulta più difficoltosa di quanto potessimo pensare, in ogni caso con molta cautela e fra una chiacchiera e l’altra scendiamo di nuovo nel bosco fino a ritornare sulla strada nel punto in cui avevamo iniziato la nostra salita odierna, da qui in breve riguadagniamo il parcheggio in cui abbiamo lasciato l’auto. Prima di rientrare a casa, effettuiamo una sosta presso la “ Ca du Preu ″ dove ci approvvigioniamo degli ottimi prodotti tipici prodotti in loco e, con l’acquolina in bocca, torniamo soddisfatti verso casa al termine di una giornata che meglio non avrebbe potuto essere.