Valsesia

Rifugio Ferioli m. 2264

Partecipanti:
 Gita effettuata in data:1-2 Settembre-2011                                                      

 Partenza da: Rima m. 1411
 Dislivello totale: m. 913
 Difficoltà: E
 Effettivo cammino h: 4,30

Come arrivarci: Percorrere la A 26, fino al casello di Romagnano/Ghemme, quindi SS299 per Alagna; arrivati a Balmuccia, si abbandona la statale, si piega a destra e si risale la strada provinciale della Val Sermenza arrivando dopo 10 Km. a Rimasco. A ridosso della chiesa parrocchiale troviamo il bivio per Rima sulla sinistra, si percorrono altri 7,5 Km. e si arriva all’ingresso del paese dove si parcheggia l’auto.

Sembra incredibile ma un altro anno è trascorso e ci ritroviamo di nuovo al momento di salire al Rifugio Ferioli per il nostro turno di gestione annuale e, ironia della sorte, dopo il lungo periodo di gran caldo in questo fine settimana si verificherà il “ ribaltone meteo ″ che interesserà l’Italia aprendo un periodo di tempo marcatamente instabile, anche se ciò non comporterà la rottura definitiva dell'estate, se confermato, di sicuro per noi sarà una bella “ rottura ″. Sono oramai diciotto anni che effettuiamo la gestione e sul nostro sito, più volte abbiamo già riportato le note relative alla salita per cui in questa occasione ci sembra superfluo, se non addirittura stucchevole, descrivere il percorso ma ci limiteremo a raccontare le attività inerenti alla pura gestione.  Scoccano le ore 12,30 quando raggiungiamo il rifugio dopo una salita che abbiamo effettuato in una splendida mattinata di sole in barba alle negative previsioni meteo. Al nostro arrivo, siamo accolti da Rinaldo, Piero e Vittorio che hanno gestito il rifugio nella settimana che si va concludendo e ci aspettano per l’avvicendamento. Dopo i saluti di rito, e lo scambio delle consegne, gli amici si avviano velocemente verso Alagna in quanto il tempo incomincia a manifestare i primi segni di cambiamento, altrettanto fanno Lisa, Petra e Ruth che dopo pranzo proseguono nel loro cammino. Purtroppo la meteo prevede che a partire da oggi la grande bolla calda africana cederà il passo ad una perturbazione che, a seguito di un intervallo piovoso, riporterà a condizioni di normalità e quanto previsto si manifesta con la massima precisione e va ben oltre le più “ rosee ″ previsioni. Inizia a spirare un forte vento che ben presto si trasforma in una tormenta di neve, e quando ci corichiamo la sua forza si manifesta con una violenza a tratti impressionante. Al risveglio la terrazza del rifugio ci appare completamente ricoperta dalla neve ed il Tagliaferro si presenta in veste quasi invernale. Le condizioni meteo si mantengono proibitive e mentre il vento diminuisce la sua forza, la neve inizia a scendere copiosamente. Da questo quasi apocalittico scenario, escono due figure umane che raggiungono il rifugio: sono Francesca ed Alessandro di Biella che hanno deciso di raggiungerci per trasformare la conoscenza da virtuale a reale e con loro trascorriamo parte del pomeriggio parlando immancabilmente di montagna. La loro costanza nel voler salire viene premiata dall’uscita del sole ed in breve la neve caduta si trasforma in una lucente cascata che discende dal Tagliaferro. Salutiamo gli amici che si incamminano sulla via del ritorno e, mentre attendiamo l’arrivo delle due persone che ci hanno preannunciato la loro presenza, consumiamo il nostro pasto serale a base di polenta e spezzatino. E’ oramai buio quando giungono al rifugio Veronica e Giuseppe, il nostro “ dirimpettaio ″, che si fermeranno a pernottare da noi. Dopo una veloce cena Giuseppe, ci racconta delle sue avventure in montagna e di come negli anni sia riuscito a realizzare il suo “ sogno ″  http://www.alpesattal.com/. Ascoltando i racconti della sua vita avventurosa, per la quale ci sarebbe da scrivere un libro, facciamo le ore piccole e quando ci ritiriamo il vento spira ancora con una notevole intensità. Anche al risveglio di Domenica il Tagliaferro si presenta di nuovo abbondantemente imbiancato e le condizioni sembra non possano migliorare: ma la visione di un improvviso arcobaleno ci induce a ben sperare. Purtroppo le avverse condizioni meteo che si sono manifestate scoraggiano a salire e gran parte degli amici che ci avevano annunciato la loro presenza rinunciano a raggiungerci. Non tutti però, con nostra grande sorpresa e soddisfazione, arrivano Daniela e Fiorenzo che conoscevamo tramite web e, mentre ci intratteniamo con loro, ecco che si affaccia alla porta anche l’amico Paolo che con Adele, Luigi, Ermanno e Loris sono tornati a trovarci anche quest’anno. Viste le non ottimali condizioni meteo, pensavamo che per la giornata non sarebbe più arrivato nessuno quando, altra graditissima sorpresa, veniamo raggiunti anche da Marcello, Paola, Donatella e Feriano. Ci adoperiamo facendo del nostro meglio per mettere gli amici a proprio agio e serviamo loro il “ menù della casa ″. Il peggioramento delle condizioni atmosferiche, previsto per il pomeriggio, fortunatamente ritarda dando a noi modo di trascorrere in piacevole compagnia parte della giornata concedendo a chi è salito di ritornare alle auto senza bagnarsi. Congedati gli amici, ci apprestiamo a ricevere la compagnia dei sei Tedeschi guidati da Andreas che, mantenendo fede alla prenotazione fatta già da tempo, ci hanno preannunciato il loro arrivo. Prima di sera ci raggiungono e dopo essersi rilassati, prendono possesso dei loro posti letto e si apprestano a cenare. Dopo averci illustrato loro percorso, che si sviluppa lungo l’itinerario GTA con partenza da Varzo e ritorno a Verbania: dopo una quindicina di tappe faranno ritorno a Monaco di Baviera. Al termine della piacevole oltre che sorprendente giornata, tutti a nanna stanchi ma soddisfatti. Il mattino di lunedì si presenta nuvoloso ma asciutto per cui, servite le colazioni ai graditi ospiti, effettuiamo le normali pulizie e controllato che tutto sia in perfetto ordine, lasciamo il rifugio e ci  affrettiamo a scendere. Giunti all’Alpe Valmontasca, ci rechiamo a far visita all’amico Roberto, il pastore che con la cordialità che lo contraddistingue, ci offre anche un corroborante caffè. Fatto rifornimento dei suoi genuini prodotti, salutiamo e proseguiamo nella nostra discesa che in breve ci riporta tra le fiorite case di Rima dove termina la nostra avventura. Al termine di una gestione dalla meteo bizzarra ma per certi aspetti suggestiva e che definiremo “ tormenta…ta ″, ringraziamo tutti gli amici che sono saliti al rifugio per stare in nostra compagnia e tutti coloro che avevano dichiarato l’intenzione di farlo ma che frenati dalla meteo hanno rinunciato. A tutti diamo appuntamento al prossimo anno.