Valle Divedro

Alpe Agro m. 1797

Partecipanti:
 Gita effettuata in data:29-Maggio-2011  

                                                   

 Partenza da: Trasquera m. 1100
 Dislivello totale: m. 697
 Difficoltà: E
 Effettivo cammino h: 3,30

Come arrivarci: Si percorre l’autostrada A26 sino a Domodossola, quindi si procede lungo la SS 33 del Sempione sino a Varzo, si imbocca la Provinciale per San Domenico, direzione Ciamporino, Alpe Veglia, sino al bivio per Trasquera che si raggiunge dopo aver percorso circa 12 Km

                                                                                                                            
Oltrepassata l’uscita per Crodo-Val Formazza la  SS 33 del Sempione attraversa la galleria di S. Giovanni e si immette nella conca di Varzo che, ampliandosi progressivamente mostra i suoi numerosi nuclei abitati disseminati sulle pendici della montagna del versante esposto al sole. Subito si è colpiti dalla vista della chiesa parrocchiale di Trasquera che, appollaiata su uno strapiombo all’apparenza inaccessibile, sorveglia tutta la valle da una avvantaggiata posizione panoramica con vista sui 4000 del Sempione, perennemente innevati. Ritorniamo, per la terza volta in questo mese, a Trasquera base di partenza per salire all’Alpe Agro, un incantevole balcone panoramico sulla Val Divedro da cui si gode di uno stupendo scenario, dove oggi è in programma la 80^ festa dell’alpe.
Anche noi, vogliamo prendere parte a questa celebrazione ed è per questo motivo che ritorniamo volentieri a salire di nuovo all’Alpe Agro. Arrivati al paese, raggiungiamo il Municipio, parcheggiamo l’auto e ci incamminiamo lungo il sentiero segnalato che raggiunge la località Sotta (h0,30), superata la cappelletta, pieghiamo a sinistra ed iniziamo a risalire il ben marcato sentiero che si inoltrandosi nella luminosa abetaia raggiunge il  “Balm dla cola”, il sentiero si innalza sempre più ripido e, dove gli abeti si diradano, si giunge ai piedi di una ripida bastionata rocciosa che si supera grazie alle ardite scalinate scavate nella viva roccia, vere e proprie opere di ingegneria alpina, permettono di risalire agevolmente il forte dislivello. Percorso questo tratto, leggermente esposto ed a picco sulla valle, conosciuto in loco come “le scale”, che i volonterosi frequentatori dell’alpe hanno rimesso in sicurezza nel 2009 ricostruendo le vetuste barriere di protezione. Superato il suggestivo punto del percorso, il sentiero volge a sinistra ed in moderata salita raggiunge il pianoro su cui sorgono le baite dell’Alpe Agro Fuori “Ayar da tfo” m. 1797 (h1,15;1,45). L’alpeggio è situato su di un bellissimo terrazzo al cospetto del famoso “ trittico del Sempione” che fa da sfondo alla bella cappella, dedicata  alla Madonna di Lourdes, che il trasquerese Rigoni Antonio, per devozione, fece costruire a protezione dell’alpe. La cappella venne inaugurata il 7 giugno 1931  e da allora è meta annuale per trasqueresi e non della “Festa d'Agro” che si celebra ogni ultima domenica di Maggio, una rara foto d’epoca dimostra quanto fosse sentita e partecipata la celebrazione. Con il tempo può succedere che la festa perda il suo originale significato e che vada vuotandosi dei contenuti principali, ciò non toglie che, ciclicamente, continui ad essere un’occasione per ritrovarsi e in cui ognuno ha la sua personale riserva di memoria collegata alla festa che ha vissuto e desideri partecipare in gruppo per celebrare, condividere e rinsaldare i legami comunitari. L’alpe, caricato con vacche e capre fino agli anni cinquanta si presenta con le sue baite, ancora in buono stato di conservazione, fra cui si aggirano un gran numero di persone salite fin quassù per festeggiare l’80° anno dall’inaugurazione della cappella. All’alpe incontriamo, e finalmente conosciamo di persona, Valerio con il quale siamo in contatto da tempo via mail, che ci accoglie da perfetto padrone di casa. Con il passare del tempo, si susseguono gli arrivi e giungono anche le nuove generazioni che speriamo perpetuino questa bella tradizione. Per la particolare occasione è salito all’alpe anche Padre Franco che celebra la Santa Messa. Terminata la funzione, tutti i presenti si radunano davanti alla cappella per la tradizionale foto di gruppo a cui segue l’incanto delle offerte ed il successivo pranzo al sacco. Noi veniamo raggiunti da Alberto che in compagnia della inseparabile Kira è salito ad Agro per incontrarci e condividere con noi la restante parte della giornata. Terminata la nostra pausa pranzo, scattiamo la foto ricordo e, salutata la numerosa compagnia, ci avviamo in direzione di Agro Dentro m. 1731 che raggiungiamo percorrendo il sentiero, ora indicato dal segnavie F 40. Le baite che costituiscono l’alpeggio appaiono ancora in buono stato di conservazione, ben inserite in un ambiente naturale di rara bellezza, in cui il colore scuro del legno antico si fonde in perfetta armonia con il verde del bosco circostante. La giornata è molto calda e periodicamente effettuiamo delle soste per dissetare Kira che dimostra di gradire le premurose attenzioni che Alberto le riserva. Lasciandoci alle spalle l’alpe, iniziamo a scendere lungo il pendio che si presenta  abbastanza impegnativo ed in forte pendenza fende il fianco della montagna per superare scalinate, sorrette da muretti di sostegno appositamente costruiti,  prima di rientrare nel  bosco e compiere l’ultimo ripido tratto al cui termine ci ritroviamo sulla strada asfaltata che sale a Bugliaga, nelle vicinanze del famoso Ponte del Diavolo (h1,00;2,45). Dato che gli amici  non lo hanno mai visto, risaliamo verso monte e ci rechiamo a visitare questa ardua opera che sempre incute una certa impressione. Ammirati ed increduli, ci rimettiamo in cammino verso Trasquera che raggiungiamo dopo aver percorso un buon tratto di strada asfaltata completando un interessante giro ad anello (h0,45;3,30).