Val Sesia

Rifugio Ferioli m. 2264

Partecipanti:
 Gita effettuata in data: 3-5 Settembre-2010                                                      

 Partenza da: Rima m. 1411
 Dislivello totale: m. 913
 Difficoltà: E
 Effettivo cammino h: 4,30

Come arrivarci: Percorrere la A 26, fino al casello di Romagnano/Ghemme. quindi SS299 per Alagna; arrivati a Balmuccia , si abbandona la statale , si piega a destra e si risale la strada provinciale della Val Sermenza arrivando dopo 10 Km. a Rimasco , a ridosso della chiesa parrocchiale troviamo il bivio per Rima sulla sinistra, si percorrono altri 7,5 Km. e si arriva all’ingresso del paese dove si parcheggia l’auto.

Per l’ennesima volta ci apprestiamo a salire al Colle del Mud da dove raggiungeremo il Rifugio Ferioli per l’annuale turno di gestione. Tante sono le volte che ci siamo recati  al Ferioli partendo da Rima  per cui riteniamo superfluo descriverne la salita e passiamo subito a raccontare la gestione del 2010. Dopo la positiva esperienza dello scorso anno Gian Mario è di nuovo con noi e con entusiasmo è entrato a far parte della squadra con l’impegno di esibirsi ai fornelli per cucinare la sua specialità il Rösti, staremo a vedere o meglio ancora a sentire! Arriviamo al Rifugio che sono le ore 12,15, come al solito, quando si arriva la prima cosa da fare è rendere operativa la struttura rimettendo in moto tutto l’occorrente al funzionamento, a questo provvedono gli amici mentre io mi adopero per preparare un piatto di pasta che andremo a condire con l’ottimo ragù che oramai Claudio prepara tradizionalmente. Mentre scoliamo la pasta, arrivano Markus e Jutta, impegnati a percorrere un tratto del sentiero GTA, e li invitiamo ad unirsi a noi. Accontentati gli stomaci e placati i morsi della fame, io e Luciano ci apprestiamo a predisporre tutto quanto possa essere necessario per ricevere gli ospiti, mentre Gian Mario e Claudio vanno a raccogliere mirtilli che serviremo come  ottimo dessert ad Andrea e amici che nel frattempo sono giunti al rifugio per trascorrevi la notte. Dopo aver cenato e scambiato quattro chiacchiere, ci corichiamo nella speranza che il mattino dopo ci accolga con una splendida giornata in quanto aspettiamo molti amici che ci hanno assicurato la loro partecipazione. La mattina del 4 ci vede svegli di buon ora e subito rivolgiamo uno sguardo al cielo per capire le intenzioni della meteo; la giornata si presenta soleggiata in quota, mentre il fondovalle è ricoperto da una coltre di nebbia che crea un effetto particolarmente suggestivo. In attesa che inizino i primi arrivi, gli intensi banchi di nebbia si vanno stemperando lasciando il posto al sole che incomincia a riscaldare con il suo piacevole tepore ed in breve incominciano gli arrivi. I primi ad arrivare sono  Flavio ( www.cappef.com ) ed Ezio seguiti a breve distanza da Simone e Luana che abbiamo il piacere di conoscere e con i quali scattiamo una foto ricordo. Ezio e Flavio subito si impiegano per aiutarci nelle normali attività di gestione e ci dimostrano la loro abilità di cuochi proponendo una versione rivisitata del piatto pezzo forte di Gian Mario che, in ogni caso da sant’uomo quale è, sovrintende alle attività. Conosciamo Manuela e con lei stringiamo una nuova amicizia, arriva poi Alessio che dovrà attendere a lungo prima di riunirsi a mamma Enrica e papà Ivano. Successivamente arriva Jean Claude Mettefeu che sta facendo la traversata delle Alpi, partito da Nizza 45 giorni prima e diretto in Slovenia dove conta di arrivare fra altrettanti giorni. Arriva anche Stefano che con famiglia ed amici  si fermeranno per la nottata. Purtroppo la meteo va peggiorando e dense folate di nebbia salgono da Alagna arrivando a coprire tutto quanto ci circonda, ciò fà ritenere che la mattina successiva non sarà delle migliori. In effetti così è, e la mattina di Domenica si presenta ingrigita, con scarsa visibilità e piuttosto freddina, in ogni caso i vari amici ci confermano la loro presenza e in attesa del loro arrivo, ci preoccupiamo di tenere impegnati i ragazzi che ci dimostrano il loro gradimento. Nell’attesa che giungano gli amici che, stoicamente hanno confermato la loro presenza e sono già in cammino, arriva un gruppo di escursionisti tedeschi che per riscaldarsi ordinano numerose tazze di cioccolata, specialità che Luciano realizza con molta maestria e...con qualche piccolo accorgimento! Siamo quasi a mezzogiorno quando arriva Fabio con il gruppo dei “ Malati di Montagna ″che, nonostante le poco attraenti condimeteo, si accomodano all’esterno. Arrivano poi Claudio e Giuseppe con un numeroso gruppo di amici che invece preferiscono sistemarsi all’interno per godere del tepore del locale e consumare il pranzo senza correre il rischi di prendere freddo. Serviti al meglio i graditi ospiti e gli occasionali turisti, scattiamo le foto ricordo con gli amici e scambiamo con loro quattro  parole prima che si apprestino ad intraprendere la via di discesa. Quando l’ultimo escursionista ha lasciato il rifugio, siamo arrivati di nuovo a sera,  ed è tempo di tirare le...somme, siamo stanchi ma molto soddisfatti, l’essere stati raggiunti da un gran numero di persone è per noi motivo di grande soddisfazione e di stimolo a continuare in questa esperienza annuale. Prima di cena diamo inizio alle operazioni di chiusura che completeremo l’indomani mattina prima di lasciare definitivamente il rifugio, poi cena ed una saporita dormita. La mattina del giorno di partenza si presenta in una veste tutta particolare, una stupefacente coltre di nuvole ricopre ancora tutta la vallata di Alagna e dalla terrazza del rifugio si intravedono le cime che bucano la spessa coltre estendendosi al di sopra, quasi a voler mostrare la loro massa imponente. Lo spettacolo è semplicemente fantastico ma, anche se a malincuore, dobbiamo rientrare per cui ci incamminiamo lungo l’oramai abituale sentiero che ci riporta a valicare il Colle del Mud a cui lanciamo un ultimo sguardo che ci permetterà di conservare il ricordo del luogo che per un fine settimana all’anno consideriamo la nostra casa. Oltrepassato il colle, inizia la lunga discesa che ci riporterà a Rima. Lungo il tragitto è oramai consuetudine fermarci a salutare Roberto, il pastore che carica l’Alpe Valmontasca, che sempre molto cordialmente ci illustra la sua attività mostrandoci orgogliosamente i frutti del proprio lavoro. Superato l’alpe, proseguiamo nella nostra discesa ed in breve ci ritroviamo tra le fiorite case di Rima dove termina la nostra avventura.

Ringraziamo tutti coloro che sono saliti al rifugio ed in particolare i conoscenti che con la loro presenza ci hanno tangibilmente dimostrato la loro amicizia. A tutti diamo appuntamento all’anno prossimo.