Val Grande

Natale a Curgei m. 1335

Partecipanti:
 Gita effettuata in data: 14-Dicembre-2010                                                      

 Partenza da: Colletta di Pala. 1044
 Dislivello totale: m. 374
 Difficoltà: E
 Effettivo cammino h: 3,00

Come arrivarci: da Verbania Trobaso si sale a Miazzina per poi proseguire, seguendo le indicazioni, per Alpe Pala da dove si continua fino alla Colletta. Se le condizioni stradali lo permettono, si può salire in auto sino alla Cappella Fina.

Il Natale porta con sé riti ed usanze che fanno iniziare la sua celebrazione nel periodo antecedente la festività: per gli amici della SPA ( Società Pensionati Arzilli ), una di queste usanze è quella di ritrovarsi all’Alpe Curgei, presso il bivacco del Gufo, per rinnovare la tradizione dello scambio degli auguri. Utili od inutili che siano le tradizioni hanno un contenuto, per così dire affettivo, a cui facciamo ricorso volentieri per consolidare i rapporti  d’amicizia che esistono fra noi. Definire quella di oggi un’escursione è esagerato: che non si tratti della solita camminata lo si intuisce dal volume degli zaini, parliamo quindi di una camminata enogastronomica a cui si partecipa “ versando ”  la quota di adesione ( stabilita in tre pezzi di legna pro capite, portata da casa per non intaccare la scorta del bivacco ). Raggiunta la Colletta di Pala, dove per prudenza lasciamo l’auto in quanto la strada innevata e gelata potrebbe creare delle difficoltà, si provvede ad “ insaccare ” la...ricevuta di adesione. L’aria tersa, il sole splendente ed una temperatura gradevole, invogliano a incamminarsi lungo il sentiero che ci conduce alla Cappella Fina (h0,15), dal piazzale proseguiamo, seguendo le indicazioni per il Pian Cavallone, ed iniziamo a risalire il fianco orientale del Pizzo Pernice. Superiamo dapprima la cappelletta (h0,20;0,35) eretta in memoria di Chiodini Bartolomeo dal figlio Aldo e successivamente la fontana del Zanni (0,35;1,10)  proseguendo raggiungiamo “ ul sass da la fuiusa ” su cui una mano di scalpellino ha scolpito una croce a testimonianza di intensa religiosità popolare. In lontananza il panorama è dominato dall’inconfondibile profilo della Marona che si staglia magnifica in un cielo solcato da  leggere velature. Gli alberi spogli lasciano intravedere scorci mozzafiato e la giornata limpida aumenta esponenzialmente la visuale verso il Lago Maggiore e le montagne che chiudono la testata superiore della Val Grande. Superato il passaggio fra le rocce, giungiamo alla sella che divide la Val Pogallo dalla valle Intrasca m. 1418  (h0,20;1,30). Lasciamo a destra il sentiero per il Pian Cavallone e seguiamo a sinistra la traccia che si addentra nella faggeta e, percorso un breve traverso, ci ritroviamo al simpatico ed accogliente bivacco m. 1335 (h0,15;1,45). Dal camino esce del fumo ed il che ci fa ben sperare infatti, veniamo accolti da Babbo Natale in persona che,  in attesa del nostro arrivo ci ha preparato un saporito spuntino. Il tempo di salutarci ed ecco che fa la sua apparizione Natalina che, avvolta nel suo splendido e ben augurale abito rosso, scende dal piano superiore e si unisce alla compagnia. E’ il segno di quanto sono cambiati i tempi, una volta Babbo Natale girava con le renne, ora anche lui gira accompagnato da avvenenti ragazze:=) Babbo natale ci invita ad unirci alla compagnia ed ecco che in breve si manifesta “ la banda dei Babbi Natale ” ( ogni riferimento al film di Aldo, Giovanni e Giacomo è puramente casuale). Abbigliati con i nostri vestiti rossi  e con le barbe bianche ci manifestiamo animati da un complice spirito conviviale e cameratesco, e dal  giovanile entusiasmo che la montagna risveglia in noi, subito ci mettiamo in azione dividendoci i compiti: chi provvede a preparare il pranzo, chi a preparare la tavola, chi...a verificare la qualità delle materie prime che Natalina distribuisce con una avvenenza non comune. In completa armonia, fra schiamazzi, frizzi e lazzi, le operazioni procedono speditamente. Claudio provvede a portare a compimento la cottura della squisita “ trippa alla montanara ”, da lui preparata con l’abilità di un provetto chef, mentre noi stuzzicati dal buon profumo che va via via riempiendo il locale,  iniziamo a placare il languor di stomaco con qualche fetta di salame. In breve arriva il momento del pranzo, le fondine si riempiono con delle abbondanti porzioni che spariscono in un battere d'occhio e, ad onore dello chef, vengono richiesti molteplici bis. Squisiti formaggi, polenta abbrustolita, cotechino e frutta secca completano il menù: tutto è accompagnato con eccellenti vini sia bianchi che rossi, e da varie sostanze corroboranti che qualcuno spaccia come medicinali!?! Dopo il discorso di Flavio, ( www.cappef.com ) e lo scambio degli auguri, a conclusione della festosa giornata, non potevano mancare lo spumante ed  il tradizionale panettone con l’aggiunta di una squisita torta al cioccolato che Gian Mario offre per festeggiare il suo recente compleanno. Seguono le rituali foto ricordo, scattate in gran quantità, in quanto questa rimarrà nella nostra memoria come una spassosa giornata che sarà impossibile dimenticare. Al termine della bisboccia, rimesso in ordine il locale, ci apprestiamo ad intraprendere la via di discesa. Risalendo alla sella del Pian Cavallone, il sole radente allunga le nostre ombre verso la sottostante Val Marona, a cui lanciamo un ultimo sguardo, prima di reinserirci sul sentiero fatto in salita per percorrerlo a ritroso e raggiungere di nuovo l’area della Cappella Fina dove rientriamo nel bosco per ridiscendere il breve tratto che ci  riporta nuovamente all’auto (h1,15;3,00).

I nostri complimenti ed un sentito ringraziamento ai componenti della Pro Loco di Miazzina che, con il loro lavoro e tanta passione, hanno recuperato la baita dell’alpeggio, destinandola a bivacco a disposizione degli escursionisti ed amanti della montagna.