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Come arrivarci:
Percorrere la A 26 sino a Gravellona Toce, proseguire
sulla S.S. 33 del Sempione sino all’uscita di Crodo. Da
qui si prosegue sulla SS 659 delle valli Antigorio e
Formazza; superato Baceno si raggiunge la frazione Passo
( 9,5 Km ). Poco oltre, un cartello sulla sinistra
indica la strada per Salecchio.
Nonostante
la meteo lo avesse previsto “ neve fino a basse quote ″
anche questo anno non abbiamo voluto mancare alla
tradizionale festa della Candelora con cui a Salecchio
Inferiore, i volontari del “Comitato Pro Salecchio″, a
conferma del legame della gente di montagna con la
cultura rurale e alpina, per mantenere viva la
tradizione festeggiano la fine dell’inverno.
Solitamente, in questa occasione, il villaggio
abbandonato in via definitiva negli anni sessanta,
rivive e una moltitudine di persone sale su questo
terrazzamento naturale, che si estende su un'alta parete
rocciosa, per ritrovarsi in un’atmosfera a mezzo tra il
sacro ed il profano e far festa in compagnia di vecchi
amici che in alcuni casi si rincontrano solo in questa
data. Quando arriviamo a Passo, cade un leggero
nevischio e subito ci rendiamo conto che non sarà un
giorno di grande affluenza.
Ci incamminiamo verso l’inizio della salita e
immediatamente Flavio (
www.cappef.com ) trova un mezzo di cui intende
usufruire, ci prova e ...
nonostante l’aiuto di Claudio e Gian Mario,
non riesce a partire per cui si rassegna e sale con noi
a piedi.
Incontriamo
Gabriele,Mario e Renzo, gli amici del CAM di
Busto Arsizio, con i quali scattiamo una foto a ricordo
della particolare giornata.
La neve ricopre abbondantemente il terreno e, calzate le
ciaspole, iniziamo a risalire i ripidi tornanti che ci
conducono all’imbocco della galleria che superiamo
seguendo le flebili luci dei lumini posti a delimitarne
i margini.
Usciti dalla galleria, il paesaggio che ci
accoglie è semplicemente fatato, una soffice coltre di
neve rende tutto affascinante, percorriamo il sentiero
tracciato nella neve che ci introduce all’abitato di
Salecchio (h
0,30;1,15).
Una fitta nebbia, ci
presenta una visione del villaggio particolarmente
suggestiva, tutto sembra tornato indietro negli anni
come in una
foto in bianco e nero. Dal campanile della
Chiesa del XVII secolo, dedicata all’Assunta,
risuonano rintocchi che si ripercuotono per tutta la
valle
e al visitatore occasionale risulta difficile
comprendere come, su questa balconata, sia potuta vivere
per sette secoli una piccola comunità Walser che è
arrivata a contare fino a 125 abitanti nel 1701. Mentre
si preparano i salamini,
viene messa cuocere
la polenta in quantità limitata, oggi
purtroppo non ci sarà una gran folla. Viste le
condizioni di scarsa visibilità, decidiamo di fermarci
per assistere alla funzione religiosa per poi gustare un
piatto di saporita polenta e gorgonzola. Nell’attesa
conosciamo
Samantha ed Alberto con Kira e
Sabrina e Paolo con Milton. Al termine della
la
Santa Messa, si esce all’esterno ed in
processione si rende visita al piccolo
cimitero per poi rientrare in chiesa dopo avere compiuto
un giro intorno all’edificio. Viste le avverse
condizioni atmosferiche, consumiamo velocemente il
pranzo e decidiamo di scendere ripercorrendo il sentiero
di salita senza passare da Salecchio Superiore, Case
Francoli, Vova. Salutiamo gli amici e
ci incamminiamo nel bosco in cui gli alberi,
completamente
avvolti dalla neve, sono diventati
l’ambiente ideale per la presenza dei folletti che,
furtivamente, si manifestano tra i rami.
Cercando di evitare le insidie che da essi ne derivano,
completiamo la nostra discesa e giunti nuovamente al
parcheggio, abbiamo la gradita sorpresa di incontrare
gli amici
Deborah, Fabio e Danilo, conosciuti in
occasione della Candelora 2008 e che abbiamo rivisto
molto volentieri. Dopo il reciproco scambio di battute,
e fatte quattro sane risate, salutiamo la compagnia e ci
mettiamo in macchina per far rientro verso casa.
Un
celebre proverbio recita: « Candelora dell’inverno semo
fora, ma se piove o tira vento dell’inverno semo dentro
» oggi nevicava copiosamente... staremo a vedere!
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