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Come arrivarci:
Percorrendo la A 26 in direzione Sempione, si esce a
Verbania, superato il ponte sul Fiume Toce si svolta a
sinistra, direzione
Mergozzo che si raggiunge dopo 4 chilometri.
Attraversato il centro si parcheggia nello spazio
antistante il Municipio.

Pochi luoghi sintetizzano con immediatezza nel toponimo
che li contraddistingue la loro funzione e la loro
storia; il massiccio che si innalza isolato e solitario,
quando si entra nella valle del Toce, nei pressi di
Gravellona è uno di questi: il Mont’Orfano.
Nelle innumerevoli volte che siamo transitati, ci siamo
sempre detti: ” prima o poi ci andiamo″ ed ecco che,
perdurando il forte innevamento alle quote elevate...
anticipando la tradizione del Lunedì dell’Angelo...
decidiamo di effettuare anche noi la classica gita
fuori porta, saliamo finalmente al Mont’Orfano. Dal
parcheggio, raggiungiamo piazza Cavour , la piazza del
“
vecchio olmo″,
ci inoltriamo fra le case del simpatico ed ordinato
borgo dove notiamo una
insegna
che attira il nostro interesse e che per il momento
tralasciamo. Ci
inoltriamo nella viuzza e iniziamo a risalire
i
gradini della Scarpia per raggiungere la
parte alta del paese (au Sass).
Scendiamo a sottopassare la
ferrovia e ritornati sulla
strada percorsa in arrivo,
nei pressi di un deposito del gas, in corrispondenza
della segnaletica della Mergozzo Graniti, sulla sinistra
ci incamminiamo lungo la strada che intendiamo
percorrere. Flavio (
www.cappef.com ) prende il comando delle operazioni
(gergo militaresco in quanto stiamo per risalire la
strada della Linea Cadorna ). La strada sale sino a
pervenire alla
cava di Granito Verde
(h0,45), il percorso prosegue lungo la strada
che si presenta ancora in buono stato di conservazione
offrendoci la possibilità di ammirare le imponenti opere
realizzate con cura: bellissime
prese per l’incanalamento delle
acque,
piazzole per l’artiglieria e
muri di sostegno.
Continuiamo lungo la strada fino al bivio delle
Polveriere
(h0,40;1,25) che visitiamo, unitamente al
sovrastante
Poligono di Tiro,
per poi riprendere la nostra salita che ci porta a
percorrere la mulattiera che, sorretta da ben fatti
muretti di sasso,
ci conduce fino alla cima del Mont’Orfano m. 794 (h0,45;2,10).
Ci aggiriamo sulla sommità per ammirare il panorama a
360° che ci offre ampie visioni sulla
piana Ossolana,
sul
Cusio,
sui laghi
Maggiore
e di
Mergozzo,
scattata la
foto ricordo ci
dirigiamo verso i
ripetitori
da cui ci immettiamo sul sentiero che ci porta ad
intersecare la vecchia
Lizza d’incanalamento
dei blocchi di granito (h0,20;2,30). Le lizze
erano ripidissimi selciati, composti da blocchi di
granito straordinariamente lineari e livellati che
venivano usati dai cavatori per far scivolare
tonnellate di marmo dalle cave più alte al fondovalle.
Proseguiamo sino a pervenire alla
palestra di roccia (h0,20;2,50), da
questo punto il sentiero si amplia e raggiunge la
frazione di Montorfano m. 325 (h0,10;3,00) che
sorge sopra uno sperone posto sulle propaggini del
massiccio granitico, in posizione dominante sul Verbano.
Qui, accomodandoci nell’area antistante la bella
romanica
chiesa di San Giovanni Battista,
sostiamo per consumare il nostro pranzo. Prima di
ripartire effettuiamo una visita alla chiesa, di cui
apprezziamo la sua caratteristica architettura in pietra
sapientemente lavorata dai famosi “picasass″che, al suo
interno, conserva incassata nel pavimento l’ottagonale
vasca battesimale risalente al V secolo e lo
splendido
Paliotto in scagliola del 1724. Scendiamo
infine lungo la strada asfaltata fino ad incontrare il
bivio con la mulattiera che conduce a Mergozzo: questa
era l'antica strada degli scalpellini di Mergozzo che la
percorrevano quotidianamente per raggiungere le cave che
si trovavano dall'altra parte della montagna quando
fiorente era l'attività' dell'estrazione della pietra,
oggi prende il nome di “
Sentiero Azzurro″. Percorrendo lo splendido
sentiero lastricato, si incontra sulla sinistra una
sorgente con una vaschetta di raccolta
dell'acqua (h0,20;3,20): chiamata in loco la
sorgente del Munaste'. Lungo il tragitto, che si
sviluppa parallelamente alla ferrovia seguendo le
rive del lago, si incontrano alcune
panchine in legno che consentono una sosta
panoramica. Continuiamo nel nostro cammino e dopo aver
superato la Cappella della Madonna del Carmine prima e
successivamente quella della
Madonna delle Grazie, giungiamo al termine
del sentiero all’interno dell’abitato di Mergozzo. Ora
non ci resta che ritornare nel luogo in cui al mattino
avevamo notato l’insegna dove ci aspetta la
simpaticissima e molto cortese
Sig.ra Patrizia che, con il marito Giordano,
gestisce il rinomato negozio di fornaio dove, tra le
altre specialità, producono il dolce tipico di Mergozzo:
“ la Fugascina ″ di cui ci offre un consistente
assaggio. Apprezzata la bontà del buonissimo dolce, non
possiamo esimerci dall’effettuare i nostri acquisti e,
salutata la cordialissima signora, ritorniamo alla
macchina (h0,25;3,45) al termine di una piacevole
ed interessante escursione di grande panoramicità, che
ripercorre le antiche vie volute dal generale Cadorna
durante il periodo della prima grande guerra, alla
scoperta delle antiche fortificazioni militari e... del
dolce tipico locale.
D’ora in poi, transitando da Mergozzo non ci
dimenticheremo del Montorfano, della “ Fugascina ″, di
Patrizia e Giordano e passeremo: “ Al Vecchio Fornaio
Pasticcere ″ per salutarli e...non solo!
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