Piana del Toce

Mont'Orfano m. 794

Partecipanti:
 Gita effettuata in data : 25-Marzo-2009                                                      

 Partenza da: Mergozzo m. 204
 Dislivello totale : m. 590
 Difficoltà : E    
 Effettivo cammino h: 3,45

Come arrivarci: Percorrendo  la A 26 in direzione Sempione, si esce a Verbania, superato il ponte sul Fiume Toce si svolta a sinistra, direzione Mergozzo che si raggiunge dopo 4 chilometri. Attraversato il centro si parcheggia nello spazio antistante il Municipio.  

Pochi luoghi sintetizzano con immediatezza nel toponimo che li contraddistingue la loro funzione e la loro storia; il massiccio che si innalza isolato e solitario, quando si entra nella valle del Toce, nei pressi di Gravellona è uno di questi: il  Mont’Orfano. Nelle innumerevoli volte che siamo transitati, ci siamo sempre detti: ” prima o poi ci andiamo″ ed ecco che, perdurando il forte innevamento alle quote elevate... anticipando la tradizione del Lunedì dell’Angelo... decidiamo di effettuare anche noi  la classica gita fuori porta, saliamo finalmente al Mont’Orfano. Dal parcheggio, raggiungiamo  piazza Cavour , la piazza del vecchio olmo, ci inoltriamo fra le case del simpatico ed ordinato borgo dove notiamo una insegna che attira il nostro interesse e che per il momento tralasciamo. Ci inoltriamo nella viuzza e iniziamo a risalire i gradini della Scarpia  per raggiungere la parte alta del paese (au Sass). Scendiamo a sottopassare la ferrovia e ritornati sulla strada percorsa in arrivo, nei pressi di un deposito del gas, in corrispondenza della segnaletica della Mergozzo Graniti, sulla sinistra ci incamminiamo lungo la strada che intendiamo percorrere. Flavio ( www.cappef.com ) prende il comando delle operazioni (gergo militaresco in quanto stiamo per risalire la strada della Linea Cadorna ). La strada sale sino a pervenire alla cava di Granito Verde (h0,45), il percorso  prosegue lungo la strada che si presenta ancora in buono stato di conservazione offrendoci la possibilità di ammirare le imponenti opere realizzate con cura: bellissime prese per l’incanalamento delle acque,  piazzole per l’artiglieria e muri di sostegno.  Continuiamo lungo la strada fino al bivio delle Polveriere (h0,40;1,25) che visitiamo, unitamente al sovrastante Poligono di Tiro, per poi riprendere la nostra salita che ci porta a percorrere la mulattiera che, sorretta da ben fatti muretti di sasso, ci conduce fino alla cima del Mont’Orfano m. 794 (h0,45;2,10). Ci aggiriamo sulla sommità per ammirare il panorama a 360° che ci offre ampie visioni sulla piana Ossolana, sul Cusio, sui laghi Maggiore e di Mergozzo, scattata la foto ricordo ci dirigiamo verso i ripetitori da cui ci immettiamo sul sentiero che ci porta ad intersecare la vecchia Lizza d’incanalamento dei blocchi di granito (h0,20;2,30). Le lizze erano ripidissimi selciati, composti da blocchi di granito straordinariamente lineari e livellati che venivano usati dai cavatori per far scivolare tonnellate di marmo dalle cave più alte al fondovalle.  Proseguiamo sino a pervenire alla palestra di roccia (h0,20;2,50), da questo punto il sentiero si amplia e raggiunge la frazione di Montorfano m. 325 (h0,10;3,00) che sorge sopra uno sperone  posto sulle propaggini del massiccio granitico, in posizione dominante sul Verbano. Qui, accomodandoci nell’area antistante la bella romanica chiesa  di San Giovanni Battista, sostiamo per consumare il nostro pranzo. Prima di ripartire effettuiamo una visita alla chiesa, di cui apprezziamo la sua caratteristica architettura in pietra sapientemente lavorata dai famosi “picasass″che, al suo interno, conserva incassata nel pavimento l’ottagonale vasca battesimale risalente al V secolo e lo splendido Paliotto in scagliola del 1724. Scendiamo infine lungo la strada asfaltata fino ad incontrare il bivio con la mulattiera che conduce a Mergozzo: questa era l'antica strada degli scalpellini di Mergozzo che la percorrevano quotidianamente per raggiungere le cave che si trovavano dall'altra parte della montagna quando fiorente era l'attività' dell'estrazione della pietra, oggi prende il nome di “ Sentiero Azzurro″. Percorrendo lo splendido sentiero lastricato, si incontra sulla sinistra una sorgente con una vaschetta di raccolta dell'acqua (h0,20;3,20): chiamata in loco  la sorgente del Munaste'. Lungo il tragitto, che si sviluppa parallelamente alla ferrovia  seguendo le rive del lago, si incontrano alcune panchine in legno che consentono una sosta panoramica. Continuiamo nel nostro cammino e dopo aver superato la Cappella della Madonna del Carmine prima e successivamente quella della Madonna delle Grazie, giungiamo al termine del sentiero all’interno dell’abitato di Mergozzo. Ora non ci resta che ritornare nel luogo in cui al mattino avevamo notato l’insegna dove ci aspetta la simpaticissima e molto cortese Sig.ra Patrizia che, con il marito Giordano, gestisce il rinomato negozio di fornaio dove, tra le altre specialità, producono il dolce tipico di Mergozzo: “ la Fugascina ″ di cui ci offre un consistente assaggio. Apprezzata la bontà del buonissimo dolce, non possiamo esimerci dall’effettuare i nostri acquisti e, salutata la cordialissima signora, ritorniamo alla macchina (h0,25;3,45) al termine di una piacevole ed interessante escursione di grande panoramicità, che ripercorre le antiche vie volute dal generale Cadorna durante il periodo della prima grande guerra, alla scoperta delle antiche fortificazioni militari e... del dolce tipico locale.

D’ora in poi, transitando da Mergozzo non ci dimenticheremo del Montorfano, della “ Fugascina ″, di Patrizia e Giordano e passeremo: “ Al Vecchio Fornaio Pasticcere ″ per salutarli e...non solo!